Dello stesso autore

Il bambino con le foglie in testa

Christian Verginer @christianverginer visto in :“Legacy” Dal 22 Ottobre 2020 al 21 Novembre 2020 a PADOVA
LUOGO: Vecchiato Arte @vecchiatoarte
INDIRIZZO: via Dondi Dall’Orologio 31
ORARI: martedì-venerdì 15.30-19.30; sabato 10.30-13.00 15.30-19.30;
altri giorni e orari su appuntamento
SITO UFFICIALE: http://www.vecchiatoarte.com

Fanes il nuovo bambino

Teogonia orfica

Cronos  crea dal caos e dall’uovo argenteo, Fanes, il dio luminoso.
Fanes è il Dio di Jung, tratto dal Liber Novus

“ Fanes è il Dio che esce luminoso dalle acque
Fanes è il sorriso dell’alba
Fanes è il giorno radioso
E’ l’oggi che mai tramonta
E’ fragore dei fiumi
E’ il sussurrare del vento
E’ fame e sazietà
E’ amore e piacere
E’ mestizia e consolazione
E’ promessa e compimento
E’ la luce che illumina ogni oscurità
E’ il giorno perenne
E’ l’argentea luce della luna
E’ lo sfavillare delle stelle
E’ la stella cadente che brilla, passa e svanisce.
E’ la pioggia di stelle cadenti che torna ogni anno
E’ il sole e la luna che ritornano
E’ il bene e l’abbondanza dell’anno
Egli riempie le ore di vitale entusiasmo
E’ l’abbraccio e il sussurro dell’amore
E’ il calore dell’amicizia
E’ la speranza che ravviva il vuoto
E’ la gioia a ogni nascita
E’ la luce che emana dai fiori
E’ l’ala vellutata della farfalla
E’ il profumo dei giardini in fiore che colma le notti
E’ il canto della gioia
E’ l’albero della luce
E’ il compimento, qualsiasi  miglioramento
E’ tutto ciò che è  melodioso
E’ quel che ha giuste proporzioni
E’ il numero sacro
E’ la promessa di vita
E’ il contratto e la sacra promessa
E’ la varietà dei suoni e dei colori
E’ la santificazione del mattino, del mezzodì e della sera
E’ ciò che è gentile e mite
E’ la redenzione
In verità Fanes è il giorno felice
In verità Fanes  è il lavoro, il suo compimento e la sua ricompensa
E’ l’impresa faticosa e la quiete della sera
E’ il passo nella via di mezzo,il suo inizio, la sua metà e la sua fine
E’ la preveggenza
E’ la fine della paura
E’ il seme che germoglia,  il  bocciolo  che si apre
E’ la porta dell’accoglienza, l’accettazione e la rinuncia
E’ la sorgente e il deserto
E’ il porto sicuro e la notte tempestosa
E’ la certezza nella disperazione
E’ ciò che resta saldo nello sconvolgimento
E’ la liberazione dalla prigionia
E’ consiglio e forza nell’andare  avanti
E’ la grandezza dell’uomo, il suo valore e la sua forza.”

Tratto da Libro Rosso , Liber novus, pg. 301 C.G.Jung ed.Bollati Boringhieri

Come uccellini posati sul filo della luce

Non scrivo mai direttamente nel mio blog, sono dieci anni che pubblico quasi ogni giorno uno scritto che ho letto, un’immagine che mi ha colpito, una musica che mi ha suggestionato … o un film particolarmente interessante. Ma stasera voglio scrivere, sapevo che l’avrei fatto quando ne sarebbe valsa la pena. Voglio tradurre in parole qualcosa che tutti  noi vediamo sotto i nostri occhi in questi giorni. Sono da poco tornata dal mio studio, sono scattate le diciotto e il ponte vicino a casa mia è pieno di ragazzi con la mascherina. Sono li, come uccellini posati  sul filo della luce. Non bevono, non fumano, stanno solo parlando e scherzando nel buio  della notte che sta vendo giù. Un uomo, della mia età, (ho sessanta anni), forse più giovane, mi corre incontro allarmato. Sta tentando di fare una foto a questi giovani. Mi chiede come si chiami questo ponte. Sta tentando di fare una telefonata, ma ma polizia non risponde. E’ indignato, spaventato, chissà cosa farebbe se potesse. Dice che devono andare tutti casa, a casa loro… magari a vedersi su Skype … ma devono andare a casa. Cinque minuti prima potevamo stare tutti seduti al tavolo di un bar, sono scattate le diciotto  e tutti dobbiamo essere di nuovo su Skype.

L’expérience du sublime

Foto di Paolo Laudicina

Radicali cambiamenti di paradigma

“Thomas Kuhn, accanito oppositore di Karl Popper, nella sua opera più famosa, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, sostiene che il progresso scientifico sia un’alternanza tra la scienza che procede in condizioni normali e i balzi dovuti a improvvise “rivoluzioni scientifiche”, le quali sono responsabili di radicali cambiamenti di paradigma (=il modo di pensare la realtà in una data epoca). Secondo lui non è possibile far cambiare idea ai sostenitori dei vecchi paradigmi offrendo loro argomentazioni o dimostrazioni più convincenti. La verità è che è necessario aspettare che i “grandi capi” dell’establishment religioso, filosofico, o scientifico (a seconda dell’epoca storica) muoiano o si ritirino per dedicarsi all’allevamento di cavalli e vengano sostituiti da una generazione di studiosi più giovani e aperti. ”

tratto da: “La via della ricchezza” Salvatore Brizzi, Anima edizioni, 2017, pg. 63

Speciazione culturale

” Per i “figli”  di quegli individui la Terra così com’era allora diventava insufficiente, troppo “bassa” – e qui, per la prima volta nella cultura mediterranea, si annuncia il concetto di evoluzione, addirittura di speciazione culturale: era divenuto possibile sempre più necessario un nuovo stadio evolutivo dell’umanità, che si lasciasse per sempre indietro, più giù, ciò che diventava vecchio. Il Diluvio fu quel lasciarsi indietro il mondo vecchio, ‘Elohiym, il Dio del Divenire, insegnò a Noè (e in ogni nuovo stadio evolutivo, insegna a tutti i Noè) come giungere oltre, mentre YHWH, il Dio di ciò che c’è, delle cose così come stanno, faceva risultare il mondo vecchio sempre più superato. Sono due volti del medesimo cambiamento. Dunque il Diluvio non fu una strage. L’acqua che sale è simbolica: è la distanza tra chi si evolve e chi no. E sott’acqua si è sordi: chi sta evolvendosi, da sopra le onde, non può farsi udire da chi, là sotto, ha perso l’occasione di salire. Nemmeno ciò che in me stesso è incapace di evoluzione può tenersi ancora legato a ciò che in me cambia. Quanto alle istruzioni che  ‘Elohiym diede a Noè, sono un enigma la cui soluzione era evidente all’epoca in cui la Genesi  veniva scritta, e che divenne invisibile poi. Il termine usato per “arca” tebah, significa, in ebraico, sia “contenitore” sia “parola” in ebraico è

ciò che manifesta

un contenuto

invisibile

Un contenitore che si apre e rivela ciò che altrimenti non si vedrebbe: così è un linguaggio nuovo -un nuovo contenitore di ciò che qualcuno sa del mondo. ‘Elohiym spiega a Noè che per passare da una vecchia fase evolutiva a una nuova occorre formarsi un linguaggio individuale, diverso dai linguaggi usati dagli altri: cioè trovare un nuovo senso, una nuova interpretazione personale di tutto ciò che esiste. E spiega  ‘Elohiym – questo linguaggio dovrà essere

Come le diramazioni della vite. Genesi 6, 14

… La vite è una pianta rampicante, che aderisce ai suoi sostegni: sia così anche il nuovo linguaggio individuale dei Noè, aderisca a tutto ciò che nomina, più e meglio dei linguaggi già esistenti. E nomini tutto: ciò che vive e si riproduce deve trovare posto nell’arca-linguaggio- …. Valgono, tutte queste istruzioni di ‘Elohiym, anche per i viaggiatori in partenza per l’Aldilà. Dovranno trovare un nuovo linguaggio per descrivere sia tutto ciò che già conoscevano (e quasi tutto ciò che già conoscevano cambierà valore per loro) sia ciò a cui la loro immaginazione li condurrà; e dovranno accorgersi di quanto siano poveri e vaghi, in confronto, il linguaggi che già conoscono. Poi, se ancora vorranno parlare a chi in quell’evoluzione è rimasto indietro, dovranno tradurre dal proprio linguaggio nuovo ai linguaggi vecchi. Il che non è né nuovo, ne strano. Accade a chiunque si accorga che per esprimere ciò che pensa, sente, intuisce, immagina, deve ricorrere a forme d’arte, di poesia – sperando che nei suoi interlocutori si attivi un talento artistico, poetico, che permetta loro di intendere, o magari un talento telepatico  (come altro chiamarlo?) che permetta loro di cogliere ciò che la loro mente cosciente non capisce. Solo a queste condizioni, secondo il racconto di Noè, i viaggiatori saranno pronti a superare le acque.”

tratto da: “Le porte dell’immaginazione. Istruzioni per chi viaggia in altri mondi” di Igor Sibaldi, edizioni Tlon, 2018

I bambini Indaco e i bambini Cristallo

” I Bambini Indaco hanno cominciato ad incarnarsi sulla Terra negli ultimi 100 anni. I primi Indaco erano pionieri e “apripista”. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ne sono nati un numero considerevole e questi sono gli adulti Indaco di oggi. Tuttavia, è a partire dagli anni ’70 che si ha un’ondata più massiccia di nascite Indaco, e quindi abbiamo un’intera generazione di Indaco che oggi hanno un’età che va dai 30 ai 35 anni circa e che stanno per prendere il loro posto di leader nel mondo. Gli Indaco hanno continuato a nascere fino al 2000 circa, con accresciute capacità e livelli di perfezionamento tecnologico e creativo. I Bambini Cristallo hanno iniziato ad apparire sul pianeta dal 2000 circa, sebbene alcuni datino la loro apparizione ad un periodo lievemente anteriore. Questi sono bambini estremamente potenti, il cui proposito principale è quello di condurci al livello successivo della nostra evoluzione e di rivelarci il nostro potere e divinità interiori. Funzionano come una coscienza di gruppo piuttosto che come individui, e vivono secondo la “Legge dell’Uno” o Coscienza d’Unità. Essi sono una potente forza d’amore e di pace sul pianeta.”

tratto da http://www.lightworker.it/indigo_crystal_evolution.html Celia Fenn

Gli occhi dei bambini Cristallo

“La prima cosa che la maggior parte della gente nota nei Bambini Cristallo sono i loro occhi, grandi, penetranti e saggi al di là della loro età. I loro occhi vi incantano e vi ipnotizzano, mentre vi rendete conto che la vostra anima viene messa a nudo, affinché il bambino possa vederla. Forse avete notato questa nuova “razza” speciale di bambini che sta rapidamente popolando il nostro pianeta. Sono felici, deliziosi e inclini al perdono. Questa generazione di nuovi Lavoratori di Luce ha un’età compresa tra 0 a 7 anni, ed è diversa da tutte le altre generazioni precedenti. Ideali in molti modi, essi sono coloro che indicano ciò verso cui l’umanità si sta dirigendo… ed è una buona direzione!”

tratto da: http://www.lightworker.it/indigo_crystal_evolution.html

The tree in me

 

The tree in me. 2019 Legno di tiglio e acrilico. Limewood and acrilico paint 67cm Christian Verginer

“Legacy” Dal 22 Ottobre 2020 al 21 Novembre 2020 PADOVA Vecchiato Arte, via Dondi Dall’Orologio 31 ORARI: martedì-venerdì 15.30-19.30; sabato 10.30-13.00 15.30-19.30; altri giorni e orari su appuntamento

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I meravigliosi bambini della Nuova Era

Ticking Grass.2020 Legno di tiglio e acrilico. Limewood and acrilico paint 63cm Christian Verginer

Nella bianca cornice della galleria VecchiatoArte, in via Dondi dell’Orologio 31, a Padova Alice Baldan è la custode di questi magici bambini .  “legacy” è una personale dedicata alle opere di  Christian Verginer artista altoatesino che scolpisce nel legno di tiglio questi bimbi vestiti di Natura. La delicatezza degli abiti, riprodotti fin nei particolari delle calze che si afflosciano sulle piccole gambe, sembrano dare vita a queste anime bambine che custodiscono nei loro sguardi un nuovo senso del vivere che deve venire al mondo. 

“Legacy” Dal 22 Ottobre 2020 al 21 Novembre 2020 PADOVA Vecchiato Arte, via Dondi Dall’Orologio 31 ORARI: martedì-venerdì 15.30-19.30; sabato 10.30-13.00 15.30-19.30; altri giorni e orari su appuntamento

Pala di Castelfranco olio su tela (200×152 cm) Giorgione, 1502 circa

Lacci… un film che riflette sulla coppia, sulla famiglia, sui legami e le lacerazioni.

Ghiandola pineale

Carlo Benvenuto L’originale

in mostra al Mart Rovereto
27 GIUGNO 2020 / 18 OTTOBRE 2020

Capaci di essere

“Trattate le persone come se fossero ciò che dovrebbero essere, e aiutatele a diventare ciò che sono capaci di essere” W.Goethe

Gesù degli Gnostici

Dopo la morte

“Mentre l’uomo invecchia, un vuoto sempre più grande si forma fra quelle che erano le intenzioni della sua vita e quanto effettivamente realizzato. Dopo la morte secondo Steiner, l’uomo è in grado di ripercorrere le esperienze della sua vita passata, vagliare l’essenziale e il superficiale per rendersi conto di quali errori ha commesso. Alcuni dei suoi desideri scompariranno, altri si muteranno in risoluzioni decise. Via via che si avvicina il tempo in cui gradualmente si dissocia da un’esistenza puramente spirituale e si volge a guardare verso la sua prossima vita terrena, egli comincia riflettere su come costruire il veicolo giusto per rendere concrete le sue decisioni. Si deve trovare un corpo che gli dia la capacità di comprensione e una personalità da far crescere, per consentirgli di vivere secondo i suoi bisogni e le sue aspettative. Naturalmente è ovvio che non è mai possibile realizzare tutte le proprie intenzioni, poiché ciascuno di noi è collegato con tanti altri essere umani, anch’essi con bisogni e aspettative. Quando un uomo entra in un’esistenza corporea, i suoi poteri si indeboliscono,  e esseri più grandi, lavorando attraverso il suo inconscio  (La volontà, nella terminologia di Steiner) e quello delle persone che gli sono vicine, entrano in attività affinché avvenga ciò che egli stesso aveva previsto di realizzare al tempo della sua esistenza spirituale. Innumerevoli incidenti accadono al di là del nostro controllo, eppure essi appartengono a uno schema e alla fine hanno un significato. La personalità di un essere umano e ciò che gli viene incontro da ‘fuori’ non sono che due facce della stessa medaglia. Questo è ciò che Steiner intende quando parla di karma: il destino che ho pianificato per me e che può essere realizzato in parte da me stesso nel mio stadio pre-natale e in parte da più elevate potenze spirituali. Questo karma – per essere precisi, questo vecchio karma, come lo chiama Steiner -è in definitiva ’me’ almeno tanto quanto (in effetti di più) lo siano la forma del mio viso e il tono della mia voce. Così imparo a identificarmi con me stesso. Ciò che il pensiero occidentale accetta come fato, …, come ferrea legge del Karma a cui l’uomo deve inchinarsi, dal maestro occidentale e cristiano viene vissuto come ‘me stesso’ sul sentiero dell’auto-realizzazione, un processo impregnato di grazia. Non mi è permesso di dare aiuto e conforto quando in una precedente esistenza sono stato io a colpire e a danneggiare? Non posso io forse sentire che una situazione -divenuta disperatamente ingiusta- e incorreggibile per quanti sforzi si facciano -sia rimediabile in condizioni cambiate, quando  ciascuno coinvolto in essa avrà potuto riesaminare l’intricato groviglio di rapporti che aveva portato a un’insostenibile situazione, riuscendo invece a risolverla con l’aiuto di intuizione, comprensione e compassione sovrumane? Così il vecchio karma è qualcosa di tessuto da me e da quelli intorno a me ed è guida e sostegno in questa vita terrena, indicandomi i compiti che mi sono prescritto per il mio futuro.”

Tratto da “Rudolf Steiner”, Rudi Lissau, editrice Novalis 1987, ristampa giornata 2005

Mystery of Love