Dello stesso autore

Novarmonia nasce da una riflessione quotidiana sulla vita, una sorta di diario intimo delle mie letture e delle mie riflessioni.  Brani scelti, film, musiche si susseguono dando vita a un discorso profondo sul senso delle cose. Si contrappone agli altri miei diari, quello rosa e quello dedicato alla moda e alla casa. Personali sguardi sul mondo.

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La magia di Giacomo

L’Essere essenziale

“L’Essere essenziale non è privilegio di nessuno ma bene di tutti, così come il profumo di un roseto non appartiene a nessuno dei fiori che lo emana, ma è l’essenza generica dell’insieme.
Quando una persona arriva a dissolversi nell’Essere essenziale, si verifica quella che nei Vangeli, si definisce “trasfigurazione”. La carne perde il peso della sofferenza, le emozioni diventano sublimi, i pensieri fluidi e i desideri gioia di vivere. Questa trasfigurazione può essere permanente, oppure occasionale, ma anche in quest’ultimo caso lascia un retrogusto che consente di ritornarci sempre più spesso. Nel momento in cui tale stato diviene permanente, l’Essere essenziale si richiude attorno alla personalità, e come l’abbraccio di una madre sostiene teneramente l’ego personale e transpersonale: questa persona che porta il mio nome esiste, questa persona che porta il mio nome morirà, ma in fondo questa persona che porta il mio nome ed è mortale non esiste.  Questo è il messaggio di tutte le grandi tradizioni spirituali.”

Tratto da:”Metagenelogia”, Alejandro Jodorowsky, Universale Economica Feltrinelli

Migliaia di papaveri

L’altro modo

“Le cose che vediamo (…) sono le stesse cose che sono in noi. Non esiste nessuna realtà se non quella che abbiamo in noi. Perciò la maggior parte della gente vive in modo così irreale, poiché considera reali le immagini di fuori e non lascia esprimere per nulla il proprio mondo interiore. Si può anche essere felici in questo modo. Tutta via quando si viene a conoscere l’altro modo, non si ha più l’opzione di percorrere la strada della maggior parte della gente. ”

Tratto da “Demian”, Herman Hesse

Trasformare la contraddizione in relazione

“Già nel 2500 a.C. Platone riflette su quanto poco il pensiero dicotomico, la cosiddetta tecnica, possa davvero educare le sopravviventi generazioni. …  Nel Timeo: ” Che due cose sole  senza una terza si colleghino bene non è possibile. Ci deve essere tra loro un legame, il demos, che le annodi l’una all’altra, ma il più bel legame è quello che fa per quanto possibile  un’unità di sè e di ciò che collega e compiere questo nel modo più bello  è il carattere essenziale della proporzione.” Galimberti ne La terra senza il male sottotitolo Jung, dall’inconscio al simbolo, a proposito di questo passaggio dice: “Ogni volta che una contraddizione sbarra la strada all’intelletto questo procedere è costretto a scoprire quel rapporto che trasforma la contraddizione in relazione”. Questo è quanto è riuscito a fare Hamer. E’ riuscito a porre e a trovare il collegamento che apre la strada alla correlazione tra malattia e conflitto. Bisogna avere una mente non dicotomica e in grado di comprendere il senso del tutto per poterne non solo coglierne la grandezza ma ottimizzare quel processo di soluzione. Come vedete sto utilizzando Platone in un testo che parla di diagnostica hameriana, perché a me risulta chiaro come sono stati tanti gli esseri umani, ognuno con il proprio linguaggio, che hanno, in verità non solo investigato, ma molto spesso raggiunto la comprensione su altri piani di quanto poi si sia rivelato vero anche a livello fisico, e cioè che siano stati in grado di capire che tutto è uno, uno è tutto e che le cose si muovono con sincronicità la stessa sincronicità che fa parte essenziale e forse è il cardine fondamentale dell’insegnamento proprio di Jung. ”

tratto da: “Guida alla risoluzione dei conflitti a partire dal metodo Hamer”, M. Pizzi e A. Spreafichi. Macro edizioni 2008, 2020

Passi sicuri di chi dimora nella presenza

Viriditas di Beltane

Sprofondare in questo preciso istante

“Si tratta di osservare sia l’evento che le emozioni scatenate dentro di noi dall’evento, e lasciare che questa esperienza sfoci in qualcosa di appropriato rispetto al problema o alla situazione difficile che stiamo vivendo. In un certo senso non c’è alcuna attività decisionale, frutto di un ragionamento. Cosa fare e come farlo diventa semplicemente evidente. Non devi ragionare su cosa fare, bensì “sondare” – cioè scendere in profondità nello stato di presenza -che cosa fare. Non agisci per deduzione logica, ma guidato da una sensazione interiore che scaturisce in te come conseguenza della calma raggiunta nello stato di presenza, uno stato che in realtà è ciò che veramente sei al di là di emozioni e pensieri appartenenti alla personalità. Ciò significa che finalmente è il tuo vero Sé ad agire.

Vi sto parlando di una rivoluzione nel modo di prendere le decisioni e, più in generale, di viverle.

  • Muoversi verso l’interno invece che verso l’esterno, come ci hanno abituati a fare fin dai tempi della scuola.
  • Sondare la propria profondità. Significa “lasciarsi scivolare” all’interno. E un processo che si realizza grazie a un’energia femminile/accogliente, non maschile/penetrante. Non puoi penetrare nel tuo stesso Sé, devi attendere,  in stato di presenza nel qui-ora, che sia lui ad attrarti nel suo abisso.
  • Dimorare nella presenza.
  • Acquisire uno stato di pace e rilassatezza, anziché tentare di risolvere il problema dal punto di vista logico

Viviamo un tempo veloce dove l’accento è posto sulla prestazione anziché sulla presenza. L’esterno affascina e cattura l’attenzione, attraverso speranze e ansie quotidiane. Di fronte a un problema il primo istinto di chiunque è fare, anziché semplicemente stare. Ma la soluzione di ogni problema è nella capacità di resistere alla tentazione del fare, per sprofondare invece in questo preciso istante, fino a sciogliersi in un più espanso stato di coscienza.”

tratto da:” La via della ricchezza”, S. Brizzi, Anima edizioni, 2017

Beltane

Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealltuinn; entrambi dall’antico irlandese Beletene, “fuoco luminoso”) è un’antica festa pagana gaelica che si celebra attorno al 1º maggio. “Bealtaine” (pronuncia IPA /ˈbʲɑlˠ.t̪ˠə.n̪ʲə/) è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda. È il giorno situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio. Fonti gaeliche del X secolo affermano che i druidi accendevano dei falò sulla cima dei colli e che vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo ed in segno di buon augurio. Anche le persone attraversavano i fuochi, allo stesso scopo. L’usanza persistette attraverso i secoli e dopo la cristianizzazione (i popolani sostituirono i druidi nell’accendere i fuochi), fino agli anni cinquanta. La celebrazione sopravvive ancora oggi in alcuni luoghi, dove principalmente le persone vengono fatte passare attraverso i fuochi. Una celebrazione di Beltane si tiene ogni anno la notte del 30 aprile a Calton Hill, presso Edimburgo (Scozia), a cui partecipano circa 15.000 persone. Beltane è una festività prettamente britannica e irlandese, non estesa a tutti i popoli celtici, dato che i Gallesi, i Bretoni ed i Galli non celebravano questa ricorrenza. Nel Druidismo, Beltane indica una delle otto festività legate al ciclo delle stagioni. Nella Wicca Beltane o Beltaine indica uno degli otto sabbat, celebrato il 1º maggio. Anche se la festività riprende alcuni aspetti della festa gaelica (come i falò), sembra più legata alla celebrazione germanica di Calendimaggio, sia per il significato di festa della fertilità che per i rituali (come la danza attorno a un palo ornato di fiori e stringhe, di cui ogni danzatrice e danzatore tiene un’estremità). Beltaine è celebrato con una rappresentazione rituale del rapporto fra la Dea e il Dio.

tratto da Wikipedia

La meditazione

Attraversando il Bardo

Pasqua-Passaggio

Shin

Il Fuoco che respinge il fuoco

La lettera Shin
Recita il Libro della Formazione”” Fece regnare la Shin nel fuoco, le attaccò una corona, permutò questo con quello, e formò loro tramite i cieli nel mondo, il caldo nell’anno, la testa nell’anima.
La forma: è la lettera del Fuoco,  sembrano tre lingue di fuoco alimentate dal medesimo ceppo, il fuoco è triplice: fisico, spirituale, divino. Raffigura il desiderio di conoscenza e illuminazione e secondo il “Libro della Formazione” ha la sede nella testa. …
Elemento Fuoco: nella dimensione “Mondo”, è il “Fuoco”. L’elemento Fuoco appartiene alla sefira Ghevura perché pone un limite all’esistenza delle cose portandole a consumarsi, così come la Forza è il principio che limita e costringe l’esistenza. …Fuoco è il bruciare dei desideri e delle passioni incontrollate, nell’ insoddisfazione, nell’ animosità del litigio; il fuoco dell’inferno e’ l’agente che purifica la consapevolezza dalle sue passioni sbagliate, rendendola atta alla vita della beatitudine;  terminato il suo compito, che nell’ oltretomba non può durare più di 12 mesi, esso diventa il calore dell’entusiasmo, della gioia, dell’ eccitazione; e ai malvagi accaniti che si riconoscono completamente nelle loro malefatte, il Fuoco le consumerà completamente senza che rimanga nulla, per cui la vera pena e pericolo del fare il male, e’ dunque la perdita della consapevolezza individuale, venire cancellati dall’esistenza, l’essere tolti dal “Libro delle Memorie”. …ll Fuoco della Torah si riferisce innanzitutto ai suoi precetti negativi. Il Talmud definisce l’esistenza di sei tipi di Fuoco:

Un fuoco che mangia e non beve

Uno che beve e non mangia.

Uno che beve e mangia.

Uno che mangia le cose umide e quelle secche.

C’è un Fuoco che respinge il fuoco: è il “Fuoco di Gabriele”.
Nel libro di Daniele descrive come un re di Babilonia fece buttare in una fornace tre Ebrei, che si erano rifiutati di servire un idolo, tra lo stupore generale, essi si salvarono, mentre gli addetti della fornace erano bruciati dall’intenso calore che ne fuoriusciva, il Signore, infatti aveva mandato l’Angelo Gabriele, per salvarli, e il “Fuoco spirituale” di quest’Angelo aveva respinto le fiamme fisiche. Qui ci troviamo a un livello molto elevato e nobile, nel quale esiste la forza di controllare qualsiasi fenomeno, è il mondo chiamato Adam Qadmon che significa “Uomo Primordiale”, la Corona dell’Albero della Vita. “

Tratto da: “Nuovo manuale di Cabala” di Giuliana Ghiandelli. Om edizioni 2018 pg.134.135

 

Condivido una fiaba preziosa…

Madre

tratto da ” Il messaggio ritrovato, ovvero l’orologio della notte e del giorno di Dio”, di Louis Cattiaux, ed Mediterranee

Padre

tratto da ” Il messaggio ritrovato, ovvero l’orologio della notte e del giorno di Dio”, di Louis Cattiaux, ed Mediterranee

I libri di una donna