Dello stesso autore

Novarmonia nasce da una riflessione quotidiana sulla vita. Brani scelti, film, musiche si susseguono dando vita a un discorso profondo sul senso delle cose.

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22 settembre equinozio di Autunno

La Bilancia è il settimo segno dello zodiaco. Il sole passa in questo periodo dall’emisfero sud all’emisfero nord attraverso l’equatore. La notte e il giorno sono in perfetto equilibrio, anche se lentamente la notte tende ad avere il sopravvento sulle ore di luce. Prevale la forza notturna e spirituale su quella solare. Il 22 settembre cade l’equinozio di Autunno, (dal latino aequus, uguale, e nox, notte). Inizia in questo momento la fase involutiva che si manifesta nel decadere della vegetazione. Questo è quindi il punto mediano tra l’evoluzione iniziata in Ariete e tutta la metamorfosi involutiva che andrà manifestandosi durante l’inverno. L’elemento Aria domina e feconda il desiderio di comunicazione, lo scambio di idee. La separazione viene a cadere. L’equilibrio viene dal controllo di forze opposte, tendenze estreme che vengono a conciliarsi applicando il sentimento della giustizia. L’uomo determina la legge di se stesso, controlla e dirige i propri impulsi servendosi dell’intelletto in modo da riuscire a integrare le due dimensioni dell’umano: quella materiale e quella spirituale. L’Equinozio d’Autunno è l’emblema della luce/consapevolezza che entra nell’oscurità della materia, nel corpo e nella mente subconscia/inconscia. Si tratta di uno stadio di preparazione alla rivelazione della coscienza dell’anima al Solstizio d’Inverno con la nascita del Cristo/Sole/Anima il 25 Dicembre. Venere e Saturno dominano nel segno della Bilancia, l’amore e la giustizia si fondono per creare ordine. Il 29 settembre si celebra la festa di San Michele. Rappresentato con la spada nella mano destra e una bilancia nella mano sinistra, nell’atto della Psicostasia (pesatura delle anime). Un novello Anubi, come nel culto egizio che pratica la pesatura del cuore contrapposto sul piatto della bilancia alla piuma di Maat.

Ogni attimo di vita è sacro

L’eterea materia del proprio sentire 

” Se occultare la Verità è come mentire, è chiaro che ci hanno spudoratamente mentito. Se ciò è stato fatto per proteggere la Verità, allora il risultato è talmente perfetto che nessuno sa più dove cercare, o forse non sa più nemmeno  che c’è qualcosa da cercare. Se dimenticare è grave, peggio è dimenticare di aver dimenticato. All’origine del sorgere dei sistemi dottrinali noti come religioni, metodi di strutturazione dell’inconoscibile, pulsa intatta nella sua radicale enigmaticità un’istanza mai del tutto taciuta all’interno della coscienza: l’idea di Assoluto o di Infinito, personificata in una coscienza superiore, Dio. Oltre due millenni di storia della filosofia non sono bastati a chiudere i conti definitivamente con i sistemi eretti sulla spinta di tale istanza. La scienza non ha ancora apportato sufficienti  conferme o smentite al regno dello spirito, né sappiamo se sarà mai in grado di farlo. Il presunto fallimento della metafisica (almeno nel porsi come forma valida di conoscenza del sovrasensibile) è prevalentemente di natura metodologica,  ma non intacca la necessità di stabilire un contatto con l’Assoluto. La metafisica ha preteso di applicare il metodo della scienza all’oggetto delle religioni, e nella sua proposta non è riuscita a liberarsi di un’ambiguità irrisolvibile: il pensiero irrazionale, la logica, l’intelletto e il metodo analitico non sono strumenti appropriati per indagare l’invisibile, l’Assoluto, Dio. Il rapporto con i concetti così straordinariamente elevati e profondi si presenta come sentimento , come amore. Il problema di saper rendere condivisibili le più intime sensazioni è innanzi tutto un problema di linguaggio. Il pensiero analogico è più immediato del pensiero analitico, il linguaggio simbolico è più adatto del linguaggio verbale, per trattare con l’eterea materia del proprio sentire, per tradurre ciò che nessuna parola saprebbe descrivere. L’aspirazione all’Assoluto non può essere soddisfatta o esaurita dal pensiero teorico o verbale, non trova pieno diritto di cittadinanza nell’intelletto, deve invece legare il cuore al cervello e ai genitali per sentirsi anche solo minimamente rappresentata. Dove è finito il dio percepito anticamente nell’intimo dei nostri cuori? Nel tentativo di trovarlo, di spiegarlo, di condividerlo, lo abbiamo costretto a un  esilio forzato, spingendolo sempre più in lato, distante, fuori dalla nostra portata, sulle vette di edifici costruiti di pure astrazioni. Il Dio che era in noi, che era noi,  è diventato così “altro” da farsi irraggiungibile. Il passaggio dall’immanenza alla trascendenza  e la divisione tra corpo e spirito hanno contribuito in maniera determinante a scavare l’incolmabile fossato che oggi separa Dio dall’Uomo.  Dio è divenuto l‘estraneo per eccellenza, ed è decaduta la fiducia nella possibilità di realizzarlo.”

tratto da: “Crux Christi Serpenti. Sulle tracce dei più intimi segreti delle sacre scritture”, di Claudio Marucchi, Atanor edizioni 2012, pg.7-8

…come se Dio non esistesse

” Il cristianesimo è crollato su se stesso. Non è solo in rovina. Di esso non rimane pietra su pietra. Volendo chiamare le cose con il loro nome, potremmo dire  che oggi siamo entrati in un’epoca che ha rotto risolutamente i ponti con Dio. La cultura dominante dell’Occidente contemporaneo ha scelto di vivere come se Dio non esistesse. Oggi Dio, che pure in passato era considerato necessario per fondare l’orientamento morale e il significato ultimo, non viene più riconosciuto nemmeno come presenza. Senza dubbio ci troviamo in un territorio culturale e morale nuovo. In passato non c’è mai stata una cultura che abbia agito esplicitamente come se Dio non esistesse, come se tutto fosse privo di un significato ultimo. Una cultura come questa non è mai esistita prima del XX secolo. … Questa cultura laica tende a rimuovere ogni riferimento pubblico non soltanto a Cristo, ma anche a Dio. Per fare piazza pulita anche delle rovine del cristianesimo, la cultura laica mira a bandire radicalmente ogni traccia dell’idea di un significato ultimo. Il risultato è la creazione di una cultura che rifiuta ogni punto di orientamento trascendente. Ufficialmente ogni questione viene affrontata come se l’esistenza non avesse alcun significato ultimo. Ogni cosa deve essere considerata come se non venisse da alcun luogo, non andasse da nessuna parte e non avesse alcun scopo permanente. Nella prospettiva della cultura laica oggi dominante, morale, diritto, politiche pubbliche e vita quotidiana  vanno affrontati sulla base di un postulato ateistico  o almeno di una metodologia agnostica. Ciò significa che si opera secondo il postulato che Dio non esiste. Il dibattito politico, al pari del confronto nelle istituzioni pubbliche, è stato trasferito  completamente entro l’orizzonte del finito e dell’immanente, sicchè qualsiasi menzione del trascendente appare inconcepibile. ”

tratto da:”Dopo Dio. Morale e bioetica in un mondo laico”, Hugo Tristram Engelhardt jr,  a cura di Luca Savarino   Claudiana, Torino 2014, pg.25, 26

Antonio Vivaldi “Vedro’ con mio diletto”


Antonio Vivaldi “Vedro’ con mio diletto” from Il Giustino by Jakub Józef Orliński (counter-tenor)

Inno al sole del faraone Akhenaton

Tu ti ergi glorioso ai bordi del cielo, o vivente Aton !
Tu da cui nacque ogni vita.
Quando brillavi dall’orizzonte a est
riempivi ogni terra della tua bellezza
sei bello, grande, scintillante,
Viaggi al di sopra delle terre che hai creato,
abbracciandole nei tuoi raggi,
tenendole strette per il tuo amato figlio (Akhenaton).
Anche se sei lontano, i tuoi raggi sono sulla Terra;
Anche se riempi gli occhi degli uomini, le tue impronte non si vedono.

II
Quando sprofondi oltre il confine occidentale dei cieli
la terra è oscurata come se fosse arrivata la morte;
allora gli uomini dormono nelle loro stanze,
il capo coperto, incapaci di vedersi tra loro;
vengono loro sottratti i tesori da sotto la testa
e non lo sanno.
Ogni leone esce dalla sua tana,
tutti i serpenti emergono e mordono.
Il buio è totale e la terra silente:
Colui che li ha creati riposa nell’orizzonte.
III
La terra si illumina quando sorgi
Con il tuo disco scintillante di giorno.
Davanti ai tuoi raggi l’oscurità viene messa in fuga
il popolo delle Due Terre celebra il giorno,
tu lo svegli e lo metti in piedi,
loro si lavano e si vestono,
Sollevano le braccia lodando il tuo apparire,
poi su tutta la terra cominciano il loro lavoro.

IV
Le bestie brucano tranquille,
gli alberi e le piante verdeggiano,
gli uccelli lasciano i loro nidi
e sollevano le ali lodandoti.
Tutti gli animali saltellano sulle zampe
tutti gli esseri alati volano e si posano di nuovo
tornano alla vita quando tu sorgi.

V
Le navi salpano su e giù per il fiume.
Alla tua venuta si aprono tutte le strade.
Di fronte al tuo volto i pesci saltano nel fiume.
I tuoi raggi raggiungono l’oceano verde.
Tu sei colui che mette il seme maschile nella donna,
tu sei colui che crea il seme nell’uomo,
tu sei colui che risveglia il figlio nel ventre della madre,
accarezzandolo perché non pianga.
Anche nell’utero sei la sua balia.
Tu dai respiro a tutta la tua creazione,
aprendo la bocca del neonato,
e dandogli nutrimento.

VI
Quando il pulcino cinguetta nell’uovo
gli dai il respiro perché possa vivere.
Tu porti il suo corpo a maturazione
in modo che possa rompere il guscio.
E così quando lo rompe corre sulle sue zampette,
annunciando la sua creazione.

 

 

VII
Quante sono le tue opere!
Esse sono misteriose agli occhi degli uomini.
O unico, incomparabile dio onnipotente,
tu hai creato la terra in solitudine
come desidera il tuo cuore,
gli uomini tu hai creato, e le bestie grandi e piccole,
tutto ciò che è sulla terra,
e tutto ciò che cammina,
tutto ciò che fende l’aria suprema,
tu hai creato strani paesi, Khor e Kush
e anche la terra d’Egitto,
tu metti ogni uomo al posto giusto
con cibo e possedimenti
e giorni che sono contati.
Gli uomini parlano molte lingue,
sono diversi nel corpo e nella pelle,
perchè tu hai distinto popolo da popolo.

VIII
Negli Inferi tu fai sì che il Nilo straripi,
conducendolo a tuo piacimento a portare vita agli egizi.
Anche se tu sei signore di tutti loro, signore delle loro terre,
ti affatichi per loro, brilli per loro,
di giorno sei il disco solare, grande nella tua maestà,
anche alle terre lontane hai portato la vita,
stabilendo per loro un’inondazione del Nilo nei cieli,
che cade come le onde del mare
bagnando i campi su cui abitano.
Quanto eccelse sono le tue vie, o Signore dell’eternità!
Hai stabilito un Nilo nei cieli  per i forestieri.
Per il bestiame che cammina ogni terra,
ma per l’Egitto il Nilo sgorga dall’aldilà.
I tuoi raggi nutrono campi e giardini.
E’ per te che vivono

IX
Tu fai le stagioni per il bene delle tue creature,
l’inverno per rinfrescarle, l’estate perchè
possano gustare il tuo calore.
Hai creato cieli lontani in cui tu possa risplendere.
Il tuo disco nella tua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto
apparendo nella sua gloria e brillando vicino e lontano.
Dalla tua unicità dai corpo a milioni di forme
città e villaggi, campi, strade e il fiume.
Tutti gli occhi ti osservano, lucente disco del sole.

X
Non c’è nessuno altro che ti conosca tranne Akhenaton,
tuo figlio.
Gli hai dato comprensione dei tuoi intenti.
Lui capisce il tuo potere.
Tutte le creature del mondo sono nelle tue mani,
proprio come tu le hai fatte.
Con il tuo sorgere, esse vivono.
Con il tuo tramontare, esse muoiono.
Tu stesso sei la durata della vita. Gli uomini vivono attraverso di te.
I loro occhi ricolmi di bellezza fino all’ora del tuo tramonto.
Ogni fatica viene messa da parte quando tu sprofondi a ovest.

XI
Tu hai stabilito il mondo per tuo figlio,
lui che è nato dal tuo corpo,
Re dell’Alto Egitto e del Basso Egitto,

che vive nella verità, Signore delle Due Terre,
Neferkhepure, Wanre
il Figlio di Re,

che vive nella verità, Signore dei Diademi,
Akhenaton grande nella lunghezza dei suoi giorni.
E per la Nobile Moglie del Re
lei che lui ama,
per la Signora delle Due Terre, Nefernefruate-Nefertiti,
possa lei vivere e fiorire per l’eternità.

Giorno: la luce

Notte: aspettando l’eclissi  del 21

Eclissi  di sole  21 di Agosto alle 18:26 ora italiana. Durerà 2 minuti e 41 secondi. Purtroppo in nessuna parte d’Europa si potrà osservare, se non parzialmente, poichè questa volta, l’eclisse oscura l’America del Nord, attraversandola completamente.

foto di Stefano notte del 7 agosto eclissi di luna

In ogni momento di ogni giorno

“Stai già scegliendo, in ogni momento di ogni giorno, per cosa sbatterti, perciò per cambiare è sufficiente scegliere di sbatterti per qualcos’altro. E’ davvero così semplice. Solo, non è facile. Non è facile perchè all’inizio ti sentirai un fallito, un impostore, uno stupido. Sarai nervoso. Darai di matto. E’ possibile che te la prenderai con tua moglie o i tuoi amici o tuo padre nel processo. Sono tutti effetti collaterali del cambiamento dei valori, o delle cose per cui ti sbatti. Ma sono inevitabili. E’ semplice , ma davvero, davvero difficile. Vediamo alcuni di questi effetti collaterali. Ti sentirai incerto; te lo assicuro. “Dovrei davvero lasciar perdere? E’ la cosa giusta da fare?” Rinunciare a un valore a cui ti sei affidato per anni ti farà sentire disorientato, come se non sapessi più distinguere tra giusto e sbagliato. E’ difficile, ma normale. Poi ti sentirai fallito. Hai passato metà della vita a misurarti in base a un vecchio valore, perciò quando cambierai le tue priorità, modificherai il metro di giudizio e smetterai di comportarti come hai sempre fatto, non riuscirai più a rispettare i vecchi parametri di cui ti fidi e ti sentirai immediatamente un impostore o un nessuno. Anche questo è normale e mette a disagio. E di certo dovrai sopportare dei rifiuti. Molti dei tuoi rapporti sono costruiti intorno ai valori di un tempo, perciò nel momento in cui li cambierai -nel momento in cui deciderai che lo studio è più importante delle feste,  che sposarti e avere una famiglia è più importante del sesso sfrenato, che fare un lavoro in cui credi è più importante dei soldi – questo dietro front si rifletterà sulle tue relazioni e molte ti scoppieranno in faccia. Altra cosa normale e che ti farà sentire a disagio. Sono effetti collaterali necessari, per quanto dolorosi, della scelta di sbatterti per cose diverse, cose più importanti e più degne delle tue energie. Nel riconsiderare i tuoi valori, incontrerai resistenze interne ed esterne. Soprattutto, ti sentirai incerto; ti chiederai se ciò che stai facendo è sbagliato. Ma come vedremo, questa è una cosa positiva.”

tratto da: “La sottile arte di fare quello che c***o ti pare“, Mark Manson, Newton Compton Editori, giugno 2017

Silenzio

Runa: ISA

Per la sua forma e il suo simbolismo, il ghiaccio della runa Isa rappresenta l’anti-movimento per eccellenza, non è una runa dinamica infatti, ma la statica incarnata: il suo glifo dritto e verticale, traduce bene quel tipo di energia, condensando e trattenendo, permettendo un controllo sugli altri ma anche ed è indubbiamente più importante su sé stessi, rappresentando la padronanza totale di sé. Corregge un temperamento troppo nervoso ed impaziente, calma la frenesia degli esseri che sovracompensano e sprecano energia, permette di controllare l’energia, di conservarla all’interno di sé, il che è molto utile durante un rituale, poiché è disponibile per esso e assicura efficacia di gran lunga maggiore. Isa permette di controllare il flusso ininterrotto dei pensieri, lo sviluppo del potere di concentrazione in tutti i campi, rafforza la volontà; se la mente tace la potenza magica è accresciuta, la volontà viene diretta  verso un fine preciso e le visualizzazioni o i galdrar non sono più affogati in un’onda di pensieri.

E’ la runa del presente e rafforza il richiamo del “sé”, dove si tratta di essere pienamente presenti qui e ora.

Vi sono alcuni che non si rassegnano alla perdita e continuano a vivere, ma è come se fossero morti, sono spenti, hanno rinunciato alla rinascita e vivono una lenta agonia, fatta di rimpianti, lamenti e sensi di colpa, altri muoiono poco tempo dopo che la persona amata li ha lasciati, come per seguirla nel suo destino.
Isa è il ghiaccio d’inverno, l’apparente fine di tutto, il blocco, l’irrigidimento, ma in realtà sotto il ghiaccio dell’inverno la vita pulsa, i semi germogliano, la Primavera si prepara, pronta a ricoprire la terra di nuova verdeggiante vegetazione, pronta a un nuovo ciclo.

tratto da:http://runelore.it/le-rune-significato/isa.html

Trovare Sirio nel cielo

Sirio è una stella bianca della costellazione del Cane Maggiore; è la stella più brillante del cielo notturno, con una magnitudine apparente pari a −1,46 e una magnitudine assoluta di +1,40. Si individua con facilità a sud-est della brillante costellazione di Orione, sul bordo occidentale della scia chiara della via Lattea. Può essere riconosciuta senza errori, in quanto si trova sul prolungamento a sud-est dell’allineamento delle tre stelle note come Cintura di Orione. Attorno al terzo Millennio a.C, nell’ Egitto dell’Antico Regno, la levata eliaca di Sirio (cioè la prima volta che la stella diventa visibile alla fine della notte, prima del sorgere del Sole) annunciava l’arrivo delle piene del Nilo, a meta’ Luglio, ed era l’evento da cui la stessa vita dell’Egitto dipendeva. Sirio, per la sua importanza, era associata alla dea Iside, madre e sposa, divinità della Natura, della magia, madre di Horus, associato alla regalità, sorella e sposa di Osiris, divinità dell’aldilà e figlia lei stessa di Geb, dio della Terra e Nut, dea della volta celeste.

tratto da:

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25 LUGLIO: IL GIORNO FUORI DAL TEMPO

Ogni anno contiene 13 lune di 28 giorni, per un totale di 364. Il 365 viene chiamato il “giorno fuori dal tempo” che sincronizzato al calendario Gregoriano cade il 25 luglio di ogni anno. È il giorno in cui le antiche civiltà come i Maya e gli Egizi completavano un anno solare e ne iniziavano uno nuovo. Secondo il calendario Maya il 24 luglio è l’ultimo giorno dell’anno, il 25 luglio giorno fuori dal tempo e il 26 luglio un nuovo anno inizia. Nel 26 luglio la stella Sirio che è una delle più luminose stelle del cielo sorge assieme al sole, perciò c’è un fatto astronomico che determina l’inizio dell’anno. Il 25 luglio a livello spirituale ed energetico è un giorno molto particolare, simboleggia la riconciliazione conclusiva di un ciclo e la successiva libera creazione del nuovo.

tratto da:The Secret Garden Facebook

Villa Barbaro

Villa Barbaro costruita da Andrea Palladio tra il 1554 e il 1560

Il tempietto Barbaro 

Il Tempietto della Villa di Maser costituisce una delle opere più care all’architetto vicentino. Realizzato alla conclusione della sua carriera attorno al 1580 grazie a Marcantonio Barbaro che volle regalare alla comunità di Maser una nuova chiesa parrocchiale, coronò il sogno che il Palladio aveva a lungo inseguito di costruire una chiesa a pianta circolare. Il cerchio, infatti, essendo infinito, è, secondo l’architetto, la forma che più si avvicina alla rappresentazione di Dio. Il Tempietto è noto per essere stato assieme al Teatro Olimpico  l’ultima opera di Palladio che la tradizione vuole morto proprio a Maser.

tratto da:https://www.villadimaser.it/it/tempietto

Campanule rampicanti

Bellezza… dubbi su Dio?

Lettera ad un Amico

Caro O,

le parole che da tempo volevo dirti sono molto semplici.
Malgrado l’attuale situazione che ci vede lontani, averti conosciuto per me è stato un bel momento della mia vita, importante, vero, un’occasione di grande crescita. L’Amicizia che ci ha legato e spero ci leghi tutt’ora, ha segnato la mia vita positivamente. Per me sei stato un maestro, un compagno di passeggiate che mi ha fatto amare Padova e tante altre cose che non avevo ancora preso in considerazione. Mi hai dato fiducia e conforto… un po’ avremmo voluto vederci più sereni, ciascuno dalla propria visuale speravamo per l’altro delle cose che poi non sono state. Ma ogni cosa ha un suo sviluppo e dobbiamo accettarlo. Sappi solo che quando sono molto sconfortata, quando mi vengono i miei forti mal di testa penso a quando arrivavamo ai piedi dei colli, durante il farsi delle stagioni e tu mi dicevi:

“Guarda Anna!”

ecco quello è uno dei momenti belli della mia vita, quel contemplare in silenzio assieme sapendo che anche l’altro stava godendo della vista di un raggio di sole che penetrava nella nebbia, o sulla brina d’inverno. Queste e tante altre cose, mi ricordo di tutte… le tue Grazie, i tuoi successi lavorativi e le tue delusioni e difficoltà…tutto quello che con dovizia hai versato nel mio cuore è li racchiuso come un tesoro potente.. e un giorno,  fra mille anni, se conoscerai nella tua prossima vita… (nella quale sappiamo tu non credi)  un essere che ti dirà:

“tieniti forte”

saprai allora che quella sono io e ci stiamo re-incontrando.

cerco di venire a trovarti appena posso, perché non farlo mi dispiace molto
buona serata o mattinata…a seconda di quando mi leggerai

Annamaria