Dello stesso autore

Novarmonia nasce da una riflessione quotidiana sulla vita. Brani scelti, film, musiche si susseguono dando vita a un discorso profondo sul senso delle cose.

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Lui

Il Salvator mundi è un dipinto a olio su tavola (66×46 cm) attribuito a Leonardo da Vinci, databile al 1499

Sei nato per questo tempo

“Quando ero piccola al mio paese quelli che Sapevano non lasciavano mai che lo sconforto prendesse il sopravvento nelle loro parole. Conoscevano la capacità dell’arciere di mirare più in alto della meta e non dimenticavano mai di rincuorare, rinforzare. Oggi come ieri ancora portiamo nel Cuore quel canto di Fiducia che non è vuota speranza. E’ la ferma e irremovibile Volontà di restare voltati alla Luce e alla Gioia. E’ sapere nelle ossa che alla fine andrà tutto bene. E che se non va bene è solo perché non è ancora la fine.
Ricorda: tu sei nato per questo tempo!! Se sei qui tu sei nato per questo tempo.”

tratto da un testo di Sara Cabella

Fonte :  https://www.facebook.com/LaSorgenteDellaDea/

Guido RENI – Atalanta e Ippomene  1620-1625

Atalanta e Ippomene Guido Reni 16201625, Museo nazionale di Capodimonte di Napoli.

Il mito racconta che il padre di Atalanta desiderasse un maschio, ed alla nascita di lei, com’era costume in questi casi, la abbandonò sul monte PelioArtemide allora inviò un’orsa, che se ne prese cura allattandola e allevandola. Qualche tempo dopo Atalanta fu trovata da un gruppo di cacciatori che la crebbero. La sua propensione per la caccia si manifestò presto quando affrontò e uccise con l’arco i centauri Ileo e Reco che avevano tentato di stuprarla. In seguito chiese di far parte degli Argonauti, ma Giasone, che temeva la presenza di una donna sulla nave Argo, rifiutò. Altra prova di destrezza nella caccia Atalanta la diede partecipando alla battuta per la cattura del cinghiale calidonio che riuscì a ferire per prima. Meleagro, in segno di onore, le fece dono della pelle della preda. L’eco dell’impresa la rese famosa tanto che il padre infine la riconobbe. Le insistenze del padre affinché si sposasse incontrarono la sua contrarietà: infatti un oracolo le aveva predetto che, una volta sposata, avrebbe perduto le sue abilità. Atalanta, per accontentare il padre, sicura dei propri mezzi, promise di sposarsi solo con chi l’avesse battuta in una gara di corsa. La posta era altissima: ciascun pretendente che non ne fosse uscito vincitore, sarebbe stato ucciso. Nessuno riuscì a batterla finché non arrivò Melanione (o Ippomene) che, profondamente innamorato, volle cimentarsi nella rischiosissima impresa chiedendo aiuto ad Afrodite. La dea diede allora a Melanione tre mele d’oro tratte dal Giardino delle Esperidi ed egli, seguendone il consiglio, lasciò che cadessero una a una durante la corsa. Atalanta ne risultò irresistibilmente attratta e si fermò ogni volta a raccoglierle perdendo così terreno prezioso e, infine, la gara stessa. Tempo dopo i due sposi incorsero nelle ire di Afrodite, offesa per averli scoperti ad amarsi in un tempio dedicato a Cibele. Per punirli decise di trasformarli in leoni perché i greci ritenevano che i leoni non si accoppiassero tra loro. Secondo alcune leggende, Atalanta era madre di Partenopeo, avuto da Meleagro o da Melanione. Atalanta veniva descritta come provocante ma fermamente virtuosa. Cacciatrice infaticabile, venne talvolta assimilata ad Artemide.

Il posto del cuore

PAPER, Corso Sant’Anastasia, 40, 37121 Verona, Telefono045 464 5667

Resilienza fluida

“In morte e in vita, dovremmo “Sperare nel meglio” o “aspettarci il peggio”? e se, invece, coltivassimo un’attenzione non-giudicante e l’impegno a stare con la verità, qualunque essa sia? Supponiamo, piuttosto, di non scegliere tra i due estremi, di sviluppare la chiarezza mentale e la stabilità emotiva e di conservare una presenza che non sia spazzata via dal ciclo degli alti e bassi, delle speranze e dei timori. L’equanimità equilibrata fa nascere una resilienza che è fluida, fiduciosa, adattabile e capace di reagire. Forse dovremmo accettare il nostro passato, noi stessi, gli altri e le condizioni sempre mutevoli della nostra vita “come se” …non fossero né buone né cattive, ma praticabili. E’ utile rifugiarsi nell’impermanenza. Non nell’aspettativa che le cose cambino come speriamo o temiamo, ma nel fatto che cambieranno indipendentemente dalla nostra volontà. Parliamo di vivere nel momento presente. Ma dove si trova questo momento? E’ un nanosecondo che si trova tra passato e futuro? Parafrasando sant’Agostino, non è né nel tempo né fuori dal tempo. L’elusivo momento presente non può essere misurato dal ticchettio di un orologio umano, né separato dal passato e dal futuro. Non esiste una linea di demarcazione, almeno non in senso convenzionale.  … E’ qui che si trova l’energia della speranza, non come un desiderio che dobbiamo realizzare o un piano che dobbiamo formulare  ed eseguire, ma nel modo in cui affrontiamo il momento sempre mutevole.  L’istante presente comprende tutto il tempo; include già ora ogni cosa. E potrebbe essere ben descritto come il flusso della vita.  Noi ne siamo continuamente modellati e, allo stesso tempo, lo stiamo modellando attraverso il modo in cui lo affrontiamo e reagiamo ad esso. Non aspettare è l’incoraggiamento a entrare pienamente nella vita. Non perdete questo momento in attesa del successivo. Non aspettate a compiere le cose più importanti. Non rimanete fermi nella speranza di un passato o di un futuro migliori; siate presenti.”

tratto da: “Cinque inviti”, Frank Ostaseski, 2017 , ed. MONDADORI

Impermanenza

“…Tutto si basa sull’impermanenza. Il freddo che avete oggi non durerà per sempre, questa cena noiosa finirà e le malvagie dittature crolleranno lasciando il posto  a fiorenti democrazie. Anche gli alberi vecchi cadranno in modo che possano nascerne di nuovi. Senza l’impermanenza, la vita semplicemente non ci sarebbe. Senza l’impermanenza, vostro figlio non potrebbe compiere i primi passi; e vostra figlia non potrebbe crescere e andare al ballo di fine anno. … Ogni momento nasce e muore. E noi, in modo concreto, nasciamo e moriamo con esso. Questa è la bellezza dell’impermanenza. In Giappone, la gente celebra ogni primavera la breve ma abbondante fioritura dei fiori di ciliegio. Nell’Idaho, fuori della casetta dove insegno, fiori blu di lino vivono per un solo giorno.  Perchè questi fiori appaiono tanto più belli di quelli di plastica? La fragilità, la brevità e l’incertezza della loro vita ci affascina e ci invita alla bellezza, alla meraviglia e alla gratitudine.”

tratto da: “Cinque inviti”, Frank Ostaseski, 2017 , ed. MONDADORI

La Lotta

san Giorgio e il drago, villa Pisani Bolognesi Scalabrin, via Roma n°25, Vescovana (Pd)

La grande casa blu

Uscire da se stessi

“Le formule tradizionali della Cabbalà ebraica per esortare a studiare in maniera spirituale _ “esci e studia” (tze ulmad) o “vieni e vedi” – si rivelano qui molto pertinenti. Mostrano che è necessario un movimento del soggetto, un uscire da se stessi, dalle proprie abitudini e dalle proprie idee consolidate  su un passo studiato, così come è necessaria una certa violenza inflitta alla tranquillità e alla pigrizia, per scoprire in un Libro altre cose altre cose oltre a un senso irrigidito in dei segni scritti. ”

tratto da: “Leggere la Torà”, Catherine Chalier, ed. Giuntina

Germinano in me

Germinano in me nella luce solare dell’anima
I frutti maturi del pensare,
In sicurezza della coscienza del sé Si trasforma ogni sentire.
Posso percepire pieno di gioia Il destarsi spirituale dell’autunno:
L’inverno sveglierà in me
L’estate dell’anima.

tratto da: “CALENDARIO ANTROPOSOFICO DELL’ANIMA “, RUDOLF STEINER, ed. Il capitello del sole

La leggerezza, un seme di tiglio

Roberto Visani in mostra a GIARDINITY,  villa Pisani Bolognesi Scalabrin, via Roma n°25, Vescovana (Pd)

Semi contemplativi

I semi contemplativi di Roberto Visani, in mostra a GIARDINITY,  villa Piasani Bolognesi Scalabrin, via Roma n°25, Vescovana (Pd)

“Roberto Visani, è un giovane scultore che da tempo ha eletto a sua primaria fonte d’ispirazione l’oggetto naturale; strumento e soggetto della sua ricerca è l’elemento originario per eccellenza, il seme, sul quale egli esercita caparbiamente una ricerca incentrata sulla forma essenziale, non manipolata, bella, di una bellezza che non ha bisogno dell’intervento umano per mostrarsi in tutta la sua perfezione.
Il lavoro dall’artista non interferisce con il paesaggio, non lo segna in modo più o meno indelebile, ma diviene oggetto a sé stante, capace però al contempo, di mimetizzarsi e nascondersi in esso, cercando un accordo affinché ci possa essere coabitazione tra ciò che preesisteva e ciò che viene prodotto ed inserito. Le sculture realizzate da Visani hanno infatti questa particolare duttilità: risultano di forte impatto sia collocate su un piedistallo sia posizionate nell’ambiente naturale. Ciò è possibile grazie alla loro conformazione, alle linee elementari di cui sono costituite, al senso di purezza estrema che emanano.
Egli agisce attraverso la natura senza tentare di rappresentarla , ma servendosi di essa per la creazione di forme originali ed originarie. Esiste una similitudine particolarmente rappresentativa, ed utilizzata in passato per far comprendere che anche l’arte astratta può derivare dalla realtà che ci circonda: il seme piantato nella terra cresce generando prima un albero e poi i frutti, ma né l’albero né i frutti somigliano a ciò che li ha generati. Allo stesso modo l’artista trae ispirazione dalla realtà, che rappresenta la terra fertile, producendo forme ed immagini che non necessariamente somigliano a ciò di cui i suoi occhi si sono nutriti.
L’osservazione del seme permette di accrescerne la conoscenza delle linee e dei volumi intimamente scrutati e riprodotti, in scala variabile, spesso con materiali nobili; marmo e bronzo sostituiscono con le loro superfici lisce e riflettenti la porosità o la pelle originaria dell’oggetto. Elevano ciò che tutti tendiamo a tralasciare nella quotidianità e che torna, nelle opere di Roberto, impreziosito da una veste nuova. Il compito dell’artista è allora quello di creare forme naturali ma durevoli, dotate di un’aspettativa di vita estremamente diversa da quelle che egli estrapola dalla natura; semi nati per trasformarsi ed essere inghiottiti nel ciclo naturale della vita, riproposti come gioielli preziosi ed eterni”.
Cinzia Zanetti

vedi su www.robertovisani.it

Malva in autunno

Perfect Day

Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro,
qualcuno valido

Oh, è talmente un giorno perfetto
Sono contento di averlo passato con te
Oh, è talmente un giorno perfetto
Tu mi fai resistere e andare avanti
Tu mi fai resistere

Raccoglierai ciò che hai seminato

Malinconia autunnale

foto di Enrico

Rugiada mattutina

Arcangelo Gabriele

Il significato dell’energia dell’arcangelo Gabriele è “Dio è la mia forza”. Questa energia ti porta a ricontattare così la tua origine e a manifestarla.

Carlo Dolci, Arcangelo Gabriele, Louvre

è tempo che tu riconnetta a te il tuo centro

Invocazione al raggio bianco dell’arcangelo Gabriele

“Io sono Gabriele, è tempo che tu riconnetta a te il tuo centro, la tua origine e per fare questo è necessario ricreare quel collegamento tra il tuo cielo, che ti ha generato, e la tua terra, che ti rende manifesto. Per questo la tua energia si lega alla mia riportando in luce tutti quegli aspetti che stai tralasciando e che hai dimenticato di possedere. La tua vera manifestazione è completa solo se la porti fuori da te e la realizzi nella concretezza della materia. Ciò che sei giunto a fare si può così realizzare e per farlo è necessario che tu possa ricordare ciò che ami essere e che ami fare perché solo così ti puoi collegare con il tuo spirito, con il tuo cielo. La piena realizzazione di te ha così compimento. Ti aiuto e ti accompagno perciò nel rendere viva la tua vita.

tratto da: “Gli Angeli parlano a colori”, Elisa Munari, Anima Edizioni, 2017