Dello stesso autore

Novarmonia nasce da una riflessione quotidiana sulla vita, una sorta di diario intimo delle mie letture e delle mie riflessioni.  Brani scelti, film, musiche si susseguono dando vita a un discorso profondo sul senso delle cose. Si contrappone agli altri miei diari, quello rosa e quello dedicato alla moda e alla casa. Personali sguardi sul mondo.

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Trasformare la contraddizione in relazione

“Già nel 2500 a.C. Platone riflette su quanto poco il pensiero dicotomico, la cosiddetta tecnica, possa davvero educare le sopravviventi generazioni. …  Nel Timeo: ” Che due cose sole  senza una terza si colleghino bene non è possibile. Ci deve essere tra loro un legame, il demos, che le annodi l’una all’altra, ma il più bel legame è quello che fa per quanto possibile  un’unità di sè e di ciò che collega e compiere questo nel modo più bello  è il carattere essenziale della proporzione.” Galimberti ne La terra senza il male sottotitolo Jung, dall’inconscio al simbolo, a proposito di questo passaggio dice: “Ogni volta che una contraddizione sbarra la strada all’intelletto questo procedere è costretto a scoprire quel rapporto che trasforma la contraddizione in relazione”. Questo è quanto è riuscito a fare Hamer. E’ riuscito a porre e a trovare il collegamento che apre la strada alla correlazione tra malattia e conflitto. Bisogna avere una mente non dicotomica e in grado di comprendere il senso del tutto per poterne non solo coglierne la grandezza ma ottimizzare quel processo di soluzione. Come vedete sto utilizzando Platone in un testo che parla di diagnostica hameriana, perché a me risulta chiaro come sono stati tanti gli esseri umani, ognuno con il proprio linguaggio, che hanno, in verità non solo investigato, ma molto spesso raggiunto la comprensione su altri piani di quanto poi si sia rivelato vero anche a livello fisico, e cioè che siano stati in grado di capire che tutto è uno, uno è tutto e che le cose si muovono con sincronicità la stessa sincronicità che fa parte essenziale e forse è il cardine fondamentale dell’insegnamento proprio di Jung. ”

tratto da: “Guida alla risoluzione dei conflitti a partire dal metodo Hamer”, M. Pizzi e A. Spreafichi. Macro edizioni 2008, 2020

Passi sicuri di chi dimora nella presenza

Viriditas di Beltane

Sprofondare in questo preciso istante

“Si tratta di osservare sia l’evento che le emozioni scatenate dentro di noi dall’evento, e lasciare che questa esperienza sfoci in qualcosa di appropriato rispetto al problema o alla situazione difficile che stiamo vivendo. In un certo senso non c’è alcuna attività decisionale, frutto di un ragionamento. Cosa fare e come farlo diventa semplicemente evidente. Non devi ragionare su cosa fare, bensì “sondare” – cioè scendere in profondità nello stato di presenza -che cosa fare. Non agisci per deduzione logica, ma guidato da una sensazione interiore che scaturisce in te come conseguenza della calma raggiunta nello stato di presenza, uno stato che in realtà è ciò che veramente sei al di là di emozioni e pensieri appartenenti alla personalità. Ciò significa che finalmente è il tuo vero Sé ad agire.

Vi sto parlando di una rivoluzione nel modo di prendere le decisioni e, più in generale, di viverle.

  • Muoversi verso l’interno invece che verso l’esterno, come ci hanno abituati a fare fin dai tempi della scuola.
  • Sondare la propria profondità. Significa “lasciarsi scivolare” all’interno. E un processo che si realizza grazie a un’energia femminile/accogliente, non maschile/penetrante. Non puoi penetrare nel tuo stesso Sé, devi attendere,  in stato di presenza nel qui-ora, che sia lui ad attrarti nel suo abisso.
  • Dimorare nella presenza.
  • Acquisire uno stato di pace e rilassatezza, anziché tentare di risolvere il problema dal punto di vista logico

Viviamo un tempo veloce dove l’accento è posto sulla prestazione anziché sulla presenza. L’esterno affascina e cattura l’attenzione, attraverso speranze e ansie quotidiane. Di fronte a un problema il primo istinto di chiunque è fare, anziché semplicemente stare. Ma la soluzione di ogni problema è nella capacità di resistere alla tentazione del fare, per sprofondare invece in questo preciso istante, fino a sciogliersi in un più espanso stato di coscienza.”

tratto da:” La via della ricchezza”, S. Brizzi, Anima edizioni, 2017

Beltane

Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealltuinn; entrambi dall’antico irlandese Beletene, “fuoco luminoso”) è un’antica festa pagana gaelica che si celebra attorno al 1º maggio. “Bealtaine” (pronuncia IPA /ˈbʲɑlˠ.t̪ˠə.n̪ʲə/) è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda. È il giorno situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio. Fonti gaeliche del X secolo affermano che i druidi accendevano dei falò sulla cima dei colli e che vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo ed in segno di buon augurio. Anche le persone attraversavano i fuochi, allo stesso scopo. L’usanza persistette attraverso i secoli e dopo la cristianizzazione (i popolani sostituirono i druidi nell’accendere i fuochi), fino agli anni cinquanta. La celebrazione sopravvive ancora oggi in alcuni luoghi, dove principalmente le persone vengono fatte passare attraverso i fuochi. Una celebrazione di Beltane si tiene ogni anno la notte del 30 aprile a Calton Hill, presso Edimburgo (Scozia), a cui partecipano circa 15.000 persone. Beltane è una festività prettamente britannica e irlandese, non estesa a tutti i popoli celtici, dato che i Gallesi, i Bretoni ed i Galli non celebravano questa ricorrenza. Nel Druidismo, Beltane indica una delle otto festività legate al ciclo delle stagioni. Nella Wicca Beltane o Beltaine indica uno degli otto sabbat, celebrato il 1º maggio. Anche se la festività riprende alcuni aspetti della festa gaelica (come i falò), sembra più legata alla celebrazione germanica di Calendimaggio, sia per il significato di festa della fertilità che per i rituali (come la danza attorno a un palo ornato di fiori e stringhe, di cui ogni danzatrice e danzatore tiene un’estremità). Beltaine è celebrato con una rappresentazione rituale del rapporto fra la Dea e il Dio.

tratto da Wikipedia

La meditazione


Attraversando il Bardo


Pasqua-Passaggio


Shin

Il Fuoco che respinge il fuoco


La lettera Shin
Recita il Libro della Formazione”” Fece regnare la Shin nel fuoco, le attaccò una corona, permutò questo con quello, e formò loro tramite i cieli nel mondo, il caldo nell’anno, la testa nell’anima.
La forma: è la lettera del Fuoco,  sembrano tre lingue di fuoco alimentate dal medesimo ceppo, il fuoco è triplice: fisico, spirituale, divino. Raffigura il desiderio di conoscenza e illuminazione e secondo il “Libro della Formazione” ha la sede nella testa. …
Elemento Fuoco: nella dimensione “Mondo”, è il “Fuoco”. L’elemento Fuoco appartiene alla sefira Ghevura perché pone un limite all’esistenza delle cose portandole a consumarsi, così come la Forza è il principio che limita e costringe l’esistenza. …Fuoco è il bruciare dei desideri e delle passioni incontrollate, nell’ insoddisfazione, nell’ animosità del litigio; il fuoco dell’inferno e’ l’agente che purifica la consapevolezza dalle sue passioni sbagliate, rendendola atta alla vita della beatitudine;  terminato il suo compito, che nell’ oltretomba non può durare più di 12 mesi, esso diventa il calore dell’entusiasmo, della gioia, dell’ eccitazione; e ai malvagi accaniti che si riconoscono completamente nelle loro malefatte, il Fuoco le consumerà completamente senza che rimanga nulla, per cui la vera pena e pericolo del fare il male, e’ dunque la perdita della consapevolezza individuale, venire cancellati dall’esistenza, l’essere tolti dal “Libro delle Memorie”. …ll Fuoco della Torah si riferisce innanzitutto ai suoi precetti negativi. Il Talmud definisce l’esistenza di sei tipi di Fuoco:

Un fuoco che mangia e non beve

Uno che beve e non mangia.

Uno che beve e mangia.

Uno che mangia le cose umide e quelle secche.

C’è un Fuoco che respinge il fuoco: è il “Fuoco di Gabriele”.
Nel libro di Daniele descrive come un re di Babilonia fece buttare in una fornace tre Ebrei, che si erano rifiutati di servire un idolo, tra lo stupore generale, essi si salvarono, mentre gli addetti della fornace erano bruciati dall’intenso calore che ne fuoriusciva, il Signore, infatti aveva mandato l’Angelo Gabriele, per salvarli, e il “Fuoco spirituale” di quest’Angelo aveva respinto le fiamme fisiche. Qui ci troviamo a un livello molto elevato e nobile, nel quale esiste la forza di controllare qualsiasi fenomeno, è il mondo chiamato Adam Qadmon che significa “Uomo Primordiale”, la Corona dell’Albero della Vita. “

Tratto da: “Nuovo manuale di Cabala” di Giuliana Ghiandelli. Om edizioni 2018 pg.134.135

 

Condivido una fiaba preziosa…


Madre


tratto da ” Il messaggio ritrovato, ovvero l’orologio della notte e del giorno di Dio”, di Louis Cattiaux, ed Mediterranee

Padre


tratto da ” Il messaggio ritrovato, ovvero l’orologio della notte e del giorno di Dio”, di Louis Cattiaux, ed Mediterranee

I libri di una donna


…sciocchezze quali l’anima e lo spirito


L’abolizione dell’anima tramite la vaccinazione. Non illudiamoci. Ci troviamo di fronte ad uno sviluppo molto particolare. Come durante quel Concilio a Costantinopoli [869 dopo Cristo – VIII Concilio di Costantinopoli] lo spirito fu abolito, e cioè come si decise dogmaticamente, “L’essere umano consiste solo di corpo e anima, ed è eretico parlare di uno spirito,” allo stesso modo si cercherà in un’altra forma di abolire l’anima, la vita animica. E arriverà il tempo, forse neppure in tempi troppo lontani, dove in un Congresso come quello avvenuto nel 1912, si svilupperà qualcosa di ben diverso, dove emergeranno tendenze ben diverse, dove si dirà, “E’ in effetti una malattia negli esseri umani se pensano prevalentemente allo spirito e all’anima. Sono sani solo quegli esseri umani che parlano prevalentemente solo del corpo.” Verrà visto come un sintomo di malattia se una persona si sviluppa nel senso di poter arrivare al concetto, “Esiste uno spirito o un’anima.” Queste persone verranno viste come persone malate. E si troverà – di ciò potete esserne assolutamente certi – il farmaco corrispondente con cui agire. Come a quei tempi si abolì lo spirito, l’anima verrà abolita tramite un farmaco. Si troverà, in base ad una “sana concezione” un vaccino che agirà sull’organismo possibilmente nell’età più giovane, possibilmente già alla nascita, in modo tale che questo corpo umano non possa arrivare al pensiero, “Esiste un’anima e uno spirito.” Le due concezioni del mondo si troveranno quindi una di fronte all’altra nel contrasto più netto. Una cercherà il modo di elaborare concetti e rappresentazioni per essere all’altezza di poter comprendere la realtà dell’anima e dello spirito. L’altra, i seguaci del materialismo moderno, cercheranno il vaccino tramite il quale rendere “sano” il corpo, in altre parole per far sì che questi corpi, tramite la loro costituzione, non parleranno più di tali sciocchezze quali l’anima e lo spirito, ma parleranno in modo “sano” delle forze che agiscono nelle macchine e nella chimica le quali costruiscono, a partire dalla nebulosa cosmica, i pianeti e i soli. Questo si otterrà tramite procedure corporee. Si conferirà ai medici materialistici il compito di espellere l’anima dall’umanità.” – tratto da: Rudolf Steiner, prima conferenza “Die Spirituellen Hintergründe der äuβeren Welt” (La Caduta degli Spiriti delle Tenebre), 7 ottobre 1917; Opera Omnia 177.

Il senso di ogni cosa


TA CHUAN IL GRANDE TRATTATO


Chiamato anche Hsi Tz’u Chuan

(Commento alle sentenze aggiunte)

SEZIONE PRIMA

A.I fondamenti

CAPITOLO I

I mutamenti nell’universo e nel Libro dei Mutamenti.

1.Il cielo è alto, la terra è bassa; così sono determinati il Creativo e il Ricettivo. In corrispondenza con questa diversità tra basso e alto vengono stabiliti posti inferiori e posti superiori. Moto e quiete hanno le loro leggi ben definite, da cui viene la distinzione tra linee solide e tenere. A seconda della loro natura gli avvenimenti seguono determinati indirizzi. Le cose si distinguono tra loro secondo determinate categorie. In questo modo nascono salute e sciagura. Nel cielo si manifestano fenomeni, sulla terra si formano figure; in ciò si rivelano mutamento e trasformazione.

Nel Libro dei Mutamenti si distinguono tre specie di mutamento: il non-mutamento, il mutamento ciclico e il mutamento che non ritorna al punto di partenza, o trasformazione. Il non-mutamento è, per così dire, lo sfondo sul quale ogni mutamento diventa possibile. Per ogni mutamento deve esistere un punto di confronto al quale poterlo riferire, altrimenti non è possibile un ordine definito e ogni cosa si dissolve in un moto caotico. Questo punto di riferimento deve essere fissato, e ciò richiede ogni volta una scelta e una decisione. Esso fornisce il sistema di coordinate nel quale tutto il resto può essere inserito. Quindi al principio dell’universo, come all’inizio del pensiero, sta la scelta e la determinazione del punto di riferimento. In astratto è possibile un qualsiasi punto di riferimento, ma l’esperienza mostra che nel momento stesso in cui la nostra coscienza si desta noi siamo già presi entro potenti reti di connessione.  Il problema sta dunque nello scegliere il proprio punto di riferimento in modo che coincida col punto di riferimento dell’ accadere cosmico. Giacchè soltanto allora il mondo creato dalla nostra decisione si salverà dal destino di frantumarsi contro le potenti reti di connessioni con le quali altrimenti entrerebbe in conflitto. Naturale premessa di questa decisione è credere che in ultima analisi il mondo sia un sistema di rapporti omogenei, un cosmo, non un caos. Questo credo è il fondamento della filosofia cinese – come ogni filosofia in genere. Questo punto di riferimento d’ordine supremo è appunto quel non mutante che costituisce il punto di riferimento per tutto ciò che muta.

L’inizio della trasformazione (il mutamento del terzo tipo) è visto come incontro tra mascolino e femmineo. Ne viene un continuo susseguirsi di generazioni in un processo che avanza senza mai tornare al punto di partenza. Si può vedere qui fino a che punto il Libro ho dei Mutamenti si attenga alla vita. Secondo le idee occidentali la trasformazione sarebbe la sfera in cui la causalità meccanica fa valere i suoi diritti. Per il Libro dei Mutamenti la trasformazione è un susseguirsi di generazioni, cioè ancora qualcosa di organico.
Il Creativo, in quanto principio che interviene nel fenomeno della vita, s’incarna nel sesso mascolino; il Ricettivo, invece s’ incarna nel sesso femminile. Così il Creativo è presente in tutti i figli maschi (secondo l’ordinamento del cielo anteriore: Chen,Li, Tui),  il Ricettivo in tutte le figlie (secondo l’ordinamento del cielo anteriore:Sun, K’an, Ken. Ciò Che determina il sesso è simboleggiato ogni volta dalla linea più bassa.

5. ll Creativo conosce i grandi inizi. Il Ricettivo reca a compimento le cose finite.

Qui si allargano le considerazioni sui principi del Creativo e del Ricettivo. Il creativo produce gli invisibili germi di ogni divenire. Questi germi sono dapprima puramente astratti, e quindi non si prestano a nessuna azione intervento esterno. Nei loro confronti la conoscenza opera in modo creativo. Mentre il Creativo agisce nel mondo invisibile e il suo campo è lo spirito, il tempo, il Ricettivo agisce sulla materia distribuita nello spazio e porta a compimento le cose “finite”, cioè materiali. Qui il processo della generazione e della nascita è seguito fin nelle sue ultime profondità metafisiche.

6. Il Creativo conosce mediante il facile.Il Ricettivo può operare mediante il semplice.

Il creativo è essenzialmente movimento. Attraverso il movimento ottiene con la massima facilità l’unione di ciò che è separato. Quindi non si affatica, perché guida i moti di ciò che è piccolissimo. Poiché la direzione del moto è determinata nel seme, nella fase germinale del divenire, tutto il resto si sviluppa da sé, con la massima facilità. Il Ricettivo è per sua natura quiescenza. Mediante la quiete anche ciò che è più semplice diventa possibile nel mondo spaziale. Questa semplicità, che nasce dalla pura ricettività, è il germe di ogni molteplicità dello spazio.

7. Ciò che è facile, è facile da conoscere; ciò che è semplice è facile da seguire. Se si è facili da conoscere, si acquista adesione. Se si è facili da seguire, si acquistano opere. Chi possiede adesione può durare a lungo; chi possiede opere può diventare grande. La durata è il modo di essere del saggio; la grandezza è il campo d’azione del saggio.

Qui viene spiegato come il facile e il semplice agiscono nella vita umana. Il facile è facile da capire: da qui il suo potere di suggestione. Chi ha idee ben chiare, facili da comprendere, si acquista l’affetto degli uomini perché incarna l’amore. Così egli si libera del travaglio di lotte e dissonanze. Quando il moto interiore è in armonia con l’ambiente, può svolgersi indisturbato e durare a lungo. Questa concordanza e durata caratterizzano l’atteggiamento del saggio. Esattamente la stessa cosa avviene nell’ambito dell’azione.  Ciò che è semplice si lascia facilmente imitare. Di conseguenza gli altri sono pronti ad applicare la loro forza nella medesima direzione; giàcchè ognuno farà volentieri ciò che gli riesce facile perché è semplice. Così le forze si sommano, la semplicità diventa automaticamente molteplicità. Così essa cresce, e la vocazione del saggio, quella di guidare la moltitudine verso grandi opere, trova il suo compimento.

8.Mediante la facilità e la semplicità si afferrano le leggi del mondo intero. La perfezione consiste nel comprendere le leggi del mondo intero.

 Qui si mostra come i principi sopra esposti trovino la loro applicazione nel Libro dei Mutamenti. Il facile e il semplice sono simboleggiati da minimi mutamenti delle singole linee. Le linee spezzate divengono continue per un elementare movimento che ricongiunge le estremità separate. Da continue diventano spezzate per una semplicissima separazione al centro. Così, mediante queste facilissime e semplicissime alterazioni, vengono riprodotte le leggi di ogni divenire sotto il cielo e per questa via si giunge alla perfezione. Così è definita la natura del mutamento quale mutamento delle parti più minute. Questa è la quarta accezione della parola cinese I, un’accezione che peraltro ha solo un nesso piuttosto vago col significato “mutamento”.

Tratto da: “I Ching. Il Libro dei mutamenti”. Ed. GLI ADELPHI

Les Tarots