“La vita comune è un servizio sacerdotale – quasi come quello delle vestali. Non ci occupiamo d’altro che di mantenere una fiamma sacra e misteriosa. Dipende da noi come la curiamo e la accudiamo. Non dovrebbe forse essere, il modo di curarla, il termine di paragone per la nostra fedeltà, il nostro amore e la nostra accuratezza verso l’Altissimo, ovvero il carattere del nostro essere? La nostra intera vita è un culto? Dando a quello che è comune (=quotidiano) un senso alto, a quello che è abituale un aspetto misterioso, a quello che è noto la dignità dell’ignoto, a quello che è finito un’apparenza infinita, io lo rendo romantico.”
tratto da: “Novalis” di Florian Roder, Stoccarda 1992

RSS feed for comments on this post. / TrackBack URI