Dal Cantico dei Cantici

3

Io sono del mio amato

e il mio amato è mio;

egli pascola tra i gigli.

4

Tu sei bella, amica mia, come la città di Tirsa,

incantevole come Gerusalemme,

terribile come un vessillo di guerra.

5

Distogli da me i tuoi occhi,

perché mi sconvolgono.

Le tue chiome sono come un gregge di capre

che scendono dal Gàlaad.

6

I tuoi denti come un gregge di pecore

che risalgono dal bagno;

tutte hanno gemelli,

nessuna di loro è senza figli.

7

Come spicchio di melagrana è la tua tempia,

dietro il tuo velo.

8

Siano pure sessanta le mogli del re,

ottanta le concubine,

innumerevoli le ragazze!

9

Ma unica è la mia colomba, il mio tutto,

unica per sua madre,

la preferita di colei che l’ha generata.

La vedono le giovani e la dicono beata.

Le regine e le concubine la coprono di lodi:

10

«Chi è costei che sorge come l’aurora,

bella come la luna, fulgida come il sole,

terribile come un vessillo di guerra?».

11

Nel giardino dei noci io sono sceso,

per vedere i germogli della valle

e osservare se la vite metteva gemme

e i melograni erano in fiore.

12

Senza che me ne accorgessi, il desiderio mi ha posto

sul cocchio del principe del mio popolo.

7

1

Vòltati, vòltati, Sulammita,

vòltati, vòltati: vogliamo ammirarti.

Che cosa volete ammirare nella Sulammita

durante la danza a due cori?

2

Come sono belli i tuoi piedi

nei sandali, figlia di principe!

Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,

opera di mani d’artista.

3

Il tuo ombelico è una coppa rotonda

che non manca mai di vino aromatico.

Il tuo ventre è un covone di grano,

circondato da gigli.

4

I tuoi seni sono come due cerbiatti,

gemelli di una gazzella.

5

Il tuo collo come una torre d’avorio,

i tuoi occhi come le piscine di Chesbon

presso la porta di Bat-Rabbìm,

il tuo naso come la torre del Libano

che guarda verso Damasco.

6

Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo

e la chioma del tuo capo è come porpora;

un re è tutto preso dalle tue trecce.

7

Quanto sei bella e quanto sei graziosa,

o amore, piena di delizie!

8

La tua statura è slanciata come una palma

e i tuoi seni sembrano grappoli.

9

Ho detto: «Salirò sulla palma,

coglierò i grappoli di datteri».

Siano per me i tuoi seni come grappoli d’uva

e il tuo respiro come profumo di mele.

10

Il tuo palato è come vino squisito,

che scorre morbidamente verso di me

e fluisce sulle labbra e sui denti!

11

Io sono del mio amato

e il suo desiderio è verso di me.

tratto da: Cantico dei Cantici

Dal Cantico dei Cantici (Ct 2,8-16; 8,6-7)

“Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto.  Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate.  Ora parla il mio diletto e mi dice: «Alzati, amica mia, mia tutta bella, e vieni!  O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso,  fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro».   Il mio diletto è per me e io per lui. Egli mi dice: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né  i  fiumi travolgerlo.”