Facce di bambini. Alessia

La mia amica Alessia è bravissima a disegnare.  I suoi ritratti di mi riempiono il cuore di buon umore. La ringrazierò sempre per i bei doni che mi fa.  Questo disegno l’ho rubato ieri  dal suo quaderno di terza elementare

2 commenti »

  1. jennifer scrive:

    wao che bellissimo disegno chi l’ha fatto

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MARAVIGLIOSO BOCCACCIO

Coppie


tratto da:http://video.d.repubblica.it/lifestyle/love-experiment-guardarsi-negli-occhi-per-4-minuti/2538/2584

Il treno del mondo

disegno di Giorgio

Timoniamo con sicurezza la nostra meravigliosa nave

disegno di Giorgio

disegno di Giorgio

Nulla sa più di miele dell’aver sofferto

Eckhart Meister

«Nulla sa più di fiele del soffrire, e nulla sa più di miele dell’aver sofferto; nulla di fronte agli uomini sfigura il corpo più della sofferenza, ma nulla davanti a Dio abbellisce l’anima più dell’aver sofferto. Il più saldo fondamento su cui può sorreggersi questa perfezione è l’umiltà, giacché lo spirito di colui la cui natura striscia quaggiù nella più profonda bassezza, si innalza in volo verso le supreme altezze della Divinità».

tratto da:”Dell’uomo nobile”,Eckhart Meister, A cura di Marco Vannini, Adelphi

Ricostruirai le fondamenta di epoche lontane

Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,
se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono.
La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi.
Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerando il giorno sacro al Signore, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare,
allora troverai la delizia nel Signore. Io ti farò calcare le alture della terra, ti farò gustare l’eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca del Signore ha parlato.

Tratto da:Libro di Isaia 58,9b-14.

La felicità, per natura, nasce da dentro

“La relazione con l’altro è un territorio molto delicato perché andiamo incontro alle persone riempiendoci di aspettative. Siamo incapaci di vivere uno stato di libertà anticipata dall’altro. Niente può fare un’altra persona per noi se siamo ancora incapaci di generare una felicità e una gioia che prescindano da qualsiasi relazione. Chi non vuole capire questo passaggio sarà tutta la vita un mendicante d’amore. L’altro non ci darà la felicità che stiamo aspettando da sempre, semplicemente perché la felicità, per natura, nasce da dentro e non da fuori. L’altro non è il carnefice e il responsabile delle nostre sofferenze, perché esso sta solo risvegliando con il suo atteggiamento, qualcosa che è già sepolto al nostro interno e che chiede di essere guarito. Da un punto di vista simbolico, ogni nostro amante è l’incarnazione del nostro desiderio di sentirci uniti, appagati e felici. E dietro questa falsa identificazione si trova, per l’appunto, l’origine delle delusioni affettive. L’errore infatti è quello di pensare che il rapporto felice e soddisfacente con il partner giusto sia la meta e l’ambizione che genererà la nostra felicità e la nostra piena soddisfazione. Niente di più sbagliato. Abbiamo sùbito nel corso dei secoli, un lunghissimo e logorante condizionamento sociale che ci ha convinti che solo l’amore con un’altra persona possa permettere alla nostra anima di sentirsi perfetta, unita e realizzata fisicamente: Questa “tortura psichica” si è sovrapposta all’unica verità: ovvero che l’anima è una scintilla divina e per sua natura è individuale. E’ un frammento perfetto di Dio. L’anima rappresenta già la perfezione e non necessita che la sua completezza dipenda da un’altra anima che, tra l’altro, è anch’essa unica e irripetibile.”

Tratto da: “ALCHIMISTI della nuova generazione. Evolvere nella gioia”, Andrea Zurlini, Anima Edizioni, novembre 2014

La Fornarina

La_Fornarina_di_Raffaello_Sanzio

Un grande Amore:Raffaello e Fornarina

Ingres Raffaello e Margherita Luti

Fornarina, Margherita Luti, ha ispirato molti dei dipinti di Raffaello Sanzio.  Il loro è stato un amore breve, ma intenso. ll pittore morì il giorno del suo trentasettesimo compleanno, il 6 aprile 1520. Vasari attribuisce la sua morte ad eccessi amorosi, ma molto probabilmente Raffaello contrasse febbri malariche allora molto diffuse a Roma. Margherita si ritirò presso il convento delle Monache di Santa Apollonia, e morì dopo pochi anni.

Raffaello e Magherita Luti Ingres

Letteratura la femminile

Libreria "altre voci" Padova

Un libro importante

“ALCHIMISTI della nuova generazione. Evolvere nella gioia”, Andrea Zurlini

La guarigione della sessualità

“Questo globo azzurro nel quale viviamo ha estremamente bisogno che il sordo e cieco maschilismo orientato alla ricerca del potere, lasci posto a nuovi valori legati al rispetto per l’ambiente, rispetto per i cicli naturali e interazione armoniosa tra uomo e natura. Dovremmo lasciare cadere lo stereotipo dell’uomo dominante, pieno di potere, che si fa rispettare con la forza; che fa soffrire gli altri; che è pieno di ego e nega Dio, che ha bloccato le sue emozioni ed è diventato completamente razionale. Dovremmo abbandonarlo semplicemente perché rappresenta uno squilibrio. Lorenzo Ostuni diceva:”Gli uomini evoluti e consapevoli accompagneranno sempre le Donne in cammino verso la Dea”. La vera funzione del maschile è quella di custode e protettore del sacro femminile. Il femminile genera e partorisce la vita, nutre, insegna l’amore e gestisce nell’armonia e nella pace i rapporti interpersonali perché è in contatto continuamente con l’energia divina che funge da ispirazione continua. Le emozioni sono il veicolo d’espressione dell’ispirazione divina che viene poi partorita dal femminile. Il maschile costruisce grandi opere attorno all’incarnazione divina del femminile, le custodisce e protegge i suoi confini. Si mette al servizio dell’energia femminile e riconosce che il dono della vita lo riceve da Dio attraverso la donna. Nell’atto di servire, custodire, proteggere, aprire il cuore e dare nella gioia di dare, il maschile trova la sua autorealizzazione. E dalla donna dovrà imparare come si apre il cuore, come si trasforma l’emozione in creatività, come si arriva al proprio successo personale senza invadere e schiacciare gli altri ma iniziando a cooperare e aiutarsi a vicenda. Questo discorso è direttamente connesso anche alla sessualità. Aumentare l’energia femminile in tale contesto vuol dire cambiare l’approccio dell’atto sessuale. L’uomo sceglie di aiutare la donna ad arrivare all’orgasmo, o quello che lei considera il raggiungimento del piacere massimo. L’uomo si mette al servizio di questa ricerca che va fatta insieme. Solo dopo che la donna si sente appagata e soddisfatta, grazie ad un graduale aumento del piacere che rispetta i tempi di ogni individualità, allora l’uomo prende la decisione di avere o non un orgasmo. Può anche scegliere di trattenere quest’energia e conservarla per essere pronto a soddisfare le esigenze della sua partner in un secondo momento appena lei lo chiede. La scelta è individuale. L’importante è che si generi un’armonia e un equilibrio delle parti grazie alla comunicazione sincera e diretta dei partners. Ognuno si dedica all’altro chiedendogli di “che cosa” ha più bisogno per stare bene. Ci sono numerosi testi che parlano di Tantra e affrontano solo questo argomento. In questa sede dobbiamo limitarci a prendere consapevolezza che la sessualità maschilista è rappresentata dall’uomo che “utilizza” la donna come strumento per arrivare unicamente al suo personale piacere che lo fa sentire svuotato. Ma non si rende conto che nel frattempo sta svuotando anche la donna di tutto il suo potenziale sessuale. Ella diventa solo un mezzo e non più un fine e l’uomo perde l’occasione di sentirsi veramente ricaricato energeticamente attraverso l’orgasmo femminile. La guarigione della sessualità passa anche per un approccio totalmente diverso ad essa: un approccio femminile appunto. Anche una donna può avere un approccio maschilista alla sessualità. Infine occorre chiarire infatti, per non confondersi, che quando parlo di energia femminile, non mi sto riferendo esclusivamente alla figura della donna. Una donna può non avere incarnate tante delle sue qualità legate all’energia femminile , mentre un uomo molto sensibile può averne molte più di lei e può anche aiutarla a svilupparle nel tempo. Quando parlo della necessità di aumentare l’energia femminile, mi riferisco a una qualità da sviluppare al proprio interno indipendentemente dal sesso di appartenenza.”

Tratto da: “ALCHIMISTI della nuova generazione. Evolvere nella gioia”, Andrea Zurlini, Anima Edizioni, novembre 2014, pg. 57-59

Il pettirosso

il pettirosso

Stamattina attraversavo i giardini della città, un pò preoccupata, assorta… dopo una nottata in bianco per i dolori al mio braccio infortunato. Dentro di me, viva, sempre però una parte innamorata della vita, sempre in attesa dell’inaspettato. Un pettirosso, il mio uccellino preferito mi plana davanti, saltella, mi guarda, la consapevolezza piena di chi sa tutto, ha tutto. Le notizie brutte si sono trasformate in buone. La vita prosegue continua con il suo lento giornaliero progredire.

Venere di Dresda

Venere di Dresda

La Venere dormiente, nota anche come Venere di Dresda, è un dipinto a olio su tela (108,5×175 cm) di Giorgione, databile al 1507-1510 circa e conservata nella Gemäldegalerie di Dresda. Essa venne poi completata e in parte ridipinta da Tiziano dopo la morte di Giorgione, nel 1511-1512 circa

Ritratto di giovane. Giorgione

-Giorgione,_Portrait_of_a_Youth_(maybe_Antonio_Broccardo)

Il Ritratto di giovane è un dipinto a olio su tavola (73×54 cm) attribuito Giorgione, databile al 1500 circa e conservato nel Museo di belle arti di Budapest.

Vive nel mondo, al pari di ogni altro…

Forse si dovrebbe dire che la scienza si preoccupa maggiormente di quella faccia del mistero in cui le cose possono essere misurate e investigate scientificamente, mentre la mistica ha più a cuore l’altra faccia della realtà. Gli scienziati si fermeranno davanti al mistero perché i loro metodi di investigazione si arresteranno all’improvviso; i mistici, al contrario sono perfettamente a loro agio nello straordinario mondo del mistero. Ciò che essi colgono con gli stessi occhi di ogni uomo è ben poco, ma hanno un’immagine della realtà universale che è simile a quella degli scienziati. L’universo dei mistici è ampio e vasto quanto la mente è in grado di concepirlo: si estende in ogni direzione, verso le altezze e le profondità, tanto in là quanto può spingersi la mente umana. Alcuni di loro vedranno come fondamento ultimo una sorta di energia diffusa, pressoché identica a quella vista dagli scienziati. Tale realtà ultima sarà per loro impersonale, nel senso che non è possibile relazionarsi a essa. Per altri quell’energia avrà origine in qualcos’altro o qualcun altro, nell’universo e tuttavia al di sopra di esso. Alcuni infine, vedranno questa origine al di là di tutto come un Dio personale, come accade nel cristianesimo. I mistici, nella loro lotta incessante tesa a rapportarsi con ciò che sta al di là di loro o dentro di loro, non si accontenteranno mai di fermarsi a ciò che possono vedere o toccare, ma cercheranno continuamente di raggiungere ciò che sta al di là di ogni cosa nell’universo, ciò che si estende in ogni direzione o che è posto nel profondo di ogni cosa, ma ancor più in particolare ciò che è posto nel profondo del loro stesso essere. Cercano di vivere in rapporto col mistero, di vivere in esso, di essere presi in esso per questo li chiamiamo mistici. Per il mistico la dimensione reale di qualsiasi cosa risiede nella sua dimensione interiore e per questo si sente così libero nel mondo. Vive nel mondo, al pari di ogni altro, ma può percepire il battito mistico dei grandi misteri e delle grandi realtà che si manifestano nell’universo. Per lui tutto ciò che è visibile, udibile o tangibile, è immagine dell’invisibile. I mistici sono coloro per i quali l’universo nella sua totalità, e ogni cosa in esso, è immagine dell’Assoluto.”

tratto da:”Il Tao della mistica”, Yves Raguin, ed. Campo dei Fiori , maggio 2013, pg.122-123

 

 

Lo devo al mio Spirito e al Tuo

la coppia

Questo passaggio sulla Terra è portatore di sempre nuova scoperta. Le condizioni scelte da noi prima della nostra concretizzazione, in carne, sangue, opere sono spesso atroci per la nostra anima. Ma Dio mio non tornerei indietro. Non cambierei nulla se la mia anima dovesse essere meno vibrante di luce. Non sono disposta a tralasciare nessuna delle mie esperienze, perdere sarebbe parti fondamentali di me, del mio Essere. E l’Incontro terribile e miracoloso con l’Altro mi esalta, mi dilania perché gli devo onestà come a me stesso, gli è dovuto rispetto, onore. Devo tenere in considerazione tutto dentro di me, lo devo al mio Spirito e al Tuo. Siamo continuo specchio l’uno per l’altro e neanche un minuto, neanche un silenzio è sprecato qui, ora.

La nostra libertà personale è contenuta nella volontà di Dio

“Se vogliamo spiegare il rapporto che intercorre tra la volontà di Dio e la nostra libertà, potremmo dire che la nostra libertà personale è contenuta nella volontà di Dio. Percepiamo che la nostra libertà è limitata alla portata del nostro raggio d’azione, tuttavia anche entro quest’ultimo possiamo sentirci limitati nelle nostre attività e facoltà. La portata o ambito della nostra libertà si fa sempre più grande nella misura in cui scendiamo nel profondo di noi stessi, dato che l’apparente mancanza di libertà è legata alle situazioni in cui ci troviamo a vivere. Tuttavia, all’aumentare della nostra consapevolezza riguardo al nostro essere interiore o natura, riconquistiamo una libertà che si fa sempre più simile alla libertà di Dio. Ciò nonostante la nostra libertà interiore rimane limitata, perchè quando perveniamo  a scoprire la nostra natura profonda dobbiamo anche riconoscere la nostra dipendenza da Dio. Quest’ultima è normalmente espressa in cinese dal carattere ming, tradotto solitamente con la parola “destino”, che esprime la nostra assoluta dipendenza da Dio o dall’Assoluto, o, nel caso del taoismo, si palesa la nostra dipendenza dal Tao.”

tratto da:”Il Tao della mistica”, Yves Raguin, ed. Campo dei Fiori , maggio 2013