Facce di bambini. Alessia

La mia amica Alessia è bravissima a disegnare.  I suoi ritratti di mi riempiono il cuore di buon umore. La ringrazierò sempre per i bei doni che mi fa.  Questo disegno l’ho rubato ieri  dal suo quaderno di terza elementare

2 commenti »

  1. jennifer scrive:

    wao che bellissimo disegno chi l’ha fatto

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La calopsite Trilli

Trilli

tu sogna e spera fermamente….

I sogni son desideri
di felicita’.
nel sonno non hai pensieri
ti esprimi con sincerita’.
se hai fede chissa’ che un giorno
la sorte non ti arridera’.
tu sogna e spera fermamente
dimentica il presente
e il sogno realta’ diverra’
i sogni son desideri
scritti in fondo al cuor
non disperare del presente
ma credi ciecamente
che il sogno realta’ diverra’..
tu sogna e spera fermamente
dimentica il presente
e il sogno realta’ diverra’…..

Meraviglioso respiro

“Quando le mie parole risuoneranno attraverso la caverna del tuo essere divenuto vuoto, quando il sole della conoscenza comincerà a sorgere sull’orizzonte della tua coscienza, allora tu sentirai espandersi dentro di te l’impeto di uno strano, meraviglioso respiro che riempirà fino all’estremo tutte le tue membra mortali, facendo quasi esplodere i tuoi sensi con la sua estasi; allora sentirai a fiotti levarsi in te una possente, irresistibile forza, che ti innalzerà quasi sulla terra; allora sentirai dentro di te la gloria, la santità, la maestà della mia presenza. E allora, allora tu saprai: Io – Sono – Dio. Quando tu mi avrai sentito così in quei momenti dentro di te, quando avrai gustato il mio potere, ascoltato la mia sapienza e conosciuto l’estasi del mio amore che tutto abbraccia, non potrai più essere toccato da alcuna malattia, né indebolito da alcuna circostanza, né soggiogato da alcun nemico. Poiché tu saprai allora che io sono dentro di te e da allora in poi ti rivolgerai a me in ogni tua necessità, mettendo tutta la tua confidenza in me, permettendomi di esprimere la mia volontà. E quando ti rivolgerai a me, troverai sempre in me, nell’ora del bisogno, un aiuto pronto e infallibile; poiché io ti riempirò talmente con la realizzazione della mia presenza e del mio potere, che ti basterà essere calmo e permettere a me di fare qualunque cosa tu voglia: risanare i tuoi mali o quelli degli altri, illuminare la tua mente in modo che tu possa vedere con i miei occhi la verità che cerchi, o compiere alla perfezione ciò che prima ti sembrava quasi impossibile.”

tratto da:”Io Sono”– Saint Germain

Come vele al vento

vele

Adorabili MINIONS anche loro gialli

Ineṡàusto

ineṡàusto agg. [dal lat. inexhaustus, comp. di in-2 e exhaustus, part. pass. di exhaurire «esaurire»], letter. – Che non si è esaurito e non accenna a potersi esaurire (è sinon. quindi, spesso, di inesauribile, ma ha tono più solenne): si dedica alla sua missione con forze i.; l’i. vigore del suo ingegno; fede, carità i.; fonte i. di benessere, di felicità.”

tratto da vocabolario Treccani

La Madre

maternità

Ho parlato tanto in questo blog della Madre, dell’energia meravigliosa di un abbraccio, della comprensione empatica dell’animo per un altro animo. Ecco il perché delle raffigurazioni di tutti gli artisti del mondo attorno al  tema della maternità.  Il tentativo inesausto di arrivare a ritrarre, comprendere questo miracolo che tutti possiamo compiere e che un alieno non riesce neppure a immaginare possibile. (bassorilievo palazzo INPS, architetto Gino Peressutti 1936 a Padova)

Dao

“Dao: concetto basilare del pensiero religioso e filosofico cinese, espressione di una ‘primarietà’ o ‘centralità’ assoluta nell’ambito dell’universo e della realtà. Il valore iniziale della parola è quello di «via», che acquista subito quello di «Via» per eccellenza, cioè la «legge» secondo la quale si attua l’universo; di qui il significato di «ordine» e quindi di «principio assoluto» che il d. ha in tutto il pensiero cinese, sia pure diversamente concepito nei singoli indirizzi. Nello Yinyang jia (la prima delle 6 scuole in cui è sistemato il pensiero cinese) è l’assoluto non manifesto che è alla base del Grande Uno (Tai Yi) da cui hanno origine tutte le cose; questo carattere assolutamente trascendente si conserva nella concezione taoistica (➔ taoismo) che pone il d. al di là delle categorie dell’essere e del non essere, attingibile soltanto dall’intuizione estatica.
Nel confucianesimo il d., pur restando in posizione primaria, diventa suscettibile di avere un nome ed è direttamente all’origine di ogni evento, per cui la norma fondamentale di comportamento è quella di adeguarvisi in ogni circostanza, in quanto è l’archetipo di ogni circostanza: questa concezione si precisa in quella del d. come l’insieme degli archetipi ideali (li) che trascendono il cosmo, a cui danno origine unendosi al qi, la materia primordiale. Per la sua riduzione confuciana nella nominabilità e in posizione di rapporto diretto col mondo, il d. viene ad assumere la collocazione e la funzione che ha il de, la ‘potenza’ del d. dei taoisti, che resta nella trascendenza assoluta e impredicabile.”

tratto: Enciclopedia Treccani

Il Dao riempie il mondo

“Il Dao riempie il mondo, si trova dovunque si trova la gente, ma la gente non è in grado di riconoscerlo. Se si è liberati da quest’unica parola, in alto si salirà al Cielo, in basso si giungerà alla Terra, ci si espanderà attraverso le Nove Province. Cosa vuol dire essere liberati da esso? (Tutto) sta nella pace del cuore. Se ho il cuore in ordine, i sensi saranno in ordine. Se ho il cuore in pace, i sensi saranno in pace. quel che è capace di ordinare ciò, è il cuore; quel che è capace di pacificare ciò è il cuore. Attraverso il cuore si conserva il cuore. Al centro del cuore vi è ancora un altro cuore. Questo cuore nel cuore è un ‘intenzione anteriore alle parole. Con l’intenzione, allora vi sarà la forma; con la forma allora vi sarà al parola; con la parola allora vi sarà l’applicazione; con l’applicazione all’ora vi sarà l’ordine. Senza ordine, necessariamente vi sarà disordine, con il disordine, la morte.”

tratto da: “Il Daoismo: storia dottrina e pratiche.” Maurizio Paolillo, Carrocci editore.

Sandali erbosi

sandali erbosi

visti da:G&B negozio progress, via Gramsci 23, Brescia tel.030 3771365

Freedom

Il Battesimo di Cristo G.Bellini

Il battesimo di Cristo G.Bellini

Il Battesimo di Gesù Cristo è una pala d’altare, eseguita tra il 1500 ed il 1502, a tempera su tavola da Giovanni Bellini (14331516), per la Chiesa di Santa Corona a Vicenza

L’Io e il Noi

“l’Io nel Vangelo, è il vero protagonista. E il suo vero antagonista è un Noi, che sempre gli si contrappone. Il vangelo è veramente la narrazione epica del duello tra queste due diverse dimensioni dell’identità umana :l’Io si impersona in Gesù, e il Noi in vari gruppi, più o meno compatti e forti – I farisei, i giudei, i sommi sacerdoti, i fratelli di Gesù, le guardie del Tempio, i soldati, la folla, gli stessi discepoli. Ed è un duello che si combatte sempre e da sempre nella vita di ogni individuo, e il cui esito è in ogni istante in sospeso. In ogni stante a ognuno tocca scegliere, spiega Gesù: o con l’Io , o con il Noi. Tra l’Io e il Noi non può infatti esservi accordo, e nemmeno comunicazione.   …L’Io è, secondo Gesù, un principio di identità umano e divino al tempo stesso: è in ognuno, è la piena coscienza che un uomo può avere di sé, e Dio, dice Gesù, ne è il Padre e la guida in ogni istante, se l’uomo ha il coraggio di accorgersene. Il Noi è invece un prodotto di questo mondo, ed è un altro principio di identità. Gli uomini entrano in un Noi, e diventano il Noi, quando abbandonano l’identità dell’Io: non osano esserla, ne hanno come paura, vertigine, e per paura e per vertigine si fondono nel Noi, per ripararsi in esso. I Noi in cui ci si può fondere sono molti – la nazione, la razza, la Chiesa, la famiglia, l’azienda, il partito – e costituiscono sempre, in ogni epoca, in strutture gerarchiche, in cui i Noi meno autorevoli si volgono e si sottomettono ai Noi di maggior prestigio. E’ una realtà che ciascuno può facilmente verificare nella propria esistenza quotidiana. Altrettanto facilmente ci si può accorgere di come un Noi, grande o piccolo che sia, chi al Noi si adegua e vuol partecipare si senta indosso una maschera di comportamenti che gli impediscono di essere davvero se stesso. Non solo l’Io, infatti, viene escluso dal Noi, come ripete e mostra Gesù nel Vangelo, ma chiunque voglia esser se stesso diventa per il Noi un elemento di disturbo.”

Tratto da: “Il codice segreto del Vangelo”, Igor Sibaldi, ed. PICKWICK ed. PICKWICK

DMT

La dimetiltriptamina (DMT)

dimetiltriptamina

La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina psichedelica endogena, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske [1]. La DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris, anadenanthera e molte altre piante. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool,gasolio, esano oppure per distillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT (utilizzando la linfa degli alberi virola, parente della noce moscata, o i semi macinati e tostati di Anadenanthera peregrina, un enorme albero della famiglia delle Leguminose). Strutturalmente la DMT è analoga al neurotrasmettitore serotonina, all’ormone melatonina e ad altre triptamine psicoattive come psilocibina, psilocina e bufotenina, avendo rispettivamente formula chimicaO-fosforil-4-idrossi-N.N dimetiltriptamina, 4-hydroxy-N,N-dimetiltriptamina e 5-idrossi-N, N-dimetiltriptamina ed ha un effetto quasi del tutto simile a queste, anche se differente per intensità. Secondo Rick Strassman, medico specializzato in psichiatria che condusse numerose ricerche sulla DMT, la ghiandola pineale situata nel encefalo è in grado di produrre più o meno blande quantità di DMT[2][3], specialmente intorno alle ore 3, 4 del mattino, durante la fase REM dei sogni.[4]

L’entità mi chiese se volevo sentire la sua solitudine

“E’ conosciuta anche col nome di Ayahuasca, Hoasca o Yage ed è tradizionalmente usata dagli indigeni della foresta amazzonica. Secondo questa cultura l’ayahuasca permette di entrare in contatto con il regno dei morti,ed è tuttora usata in Brasile in rituali religiosi. … La ricetta dell’ ayahuasca rivela una straordinaria conoscenza intuitiva delle piante della foresta amazzonica, ottenuta al di fuori del paradigma scientifico occidentale: è infatti sorprendente come, tra le migliaia di specie vegetali esistenti nella foresta, senza laboratori e senza alcuna conoscenza di biochimica e farmacologia , gli sciamani siano riusciti a formulare l’associazione di Psychotria viridis e Banisteriopsis caapi.   …..La psychotria è in effetti ricca di diversi principi, tra cui predomina la N,N –dimetiltriptamina (DMT), vera responsabile dell’effetto allucinogeno. …E’ da notare che la DMT è una sostanza presente naturalmente nel cervello e potrebbe quindi costituire un mediatore fisiologico delle esperienze che avvengono al di fuori dell’uso di droghe, sia in condizioni fisiologiche, come nella meditazione , che nelle NDE e visioni sul letto di morte. … Qui di seguito sarà riportata l’esperienza da noi registrata di un ricercatore che ha provato l’ ayahuasca durante un viaggio in Sudamerica.

“Era il primo pomeriggio. Dopo aver bevuto il primo bicchierino di ayhuasca passata un’ora, non avevo avuto alcuna percezione e quindi ho chiesto di averne ancora un secondo. Poco dopo ho iniziato ad avere alcune visioni interiori di luci e di presenze, che tuttavia apparivano sfumate. Queste luci erano tenui e le presenze erano indistinte….Non riuscivo a riconoscere se erano uomini o donne. Vedevo delle geometrie variabili, molto belle…. Udivo anche delle voci che sentivo provenire da dentro di me, non riuscivo a comprendere se le voci venivano da distorsioni della mia mente o se provenivano da quelle sagome che intravedevo. Queste voci mi dissero che, se volevo conoscere come era la morte, avrei dovuto bere un altro bicchierino di ayhuasca. Quindi ho bevuto un altro bicchiere e ho iniziato in breve tempo a sentire una forte energia a livello del cuore, non saprei descriverla… era come un formicolio, una vibrazione. Ad un certo punto si è presentata un’entità che mi ha detto di essere la mia anima e che appariva essere a tratti come un airone o una cicogna con delle sfumature azzurre. Quando gli ho chiesto lo scopo della sua-mia esistenza, mi ha risposto che era quella di esplorare e mi ha mostrato lui-me assieme ad altre cicogne che volavano assieme, come un’unica grande famiglia. La comunicazione non avveniva a parole, ma a pensieri. Poi mi ha mostrato il Progetto, che era quello di far evolvere l’uomo (la scimmia-umana) e mi ha mostrato il volto di un primate antropomorfo rappresentato sotto la sua ala.   Mi ha detto che, come avevo voluto conoscere l’anima , avrei dovuto conoscere anche il male: sono stato quindi circondato da vari tipi di insetti, come millepiedi, mosche e ragni. … Poi sono scomparsi ed è apparso un abisso nero che conteneva due occhi e una specie di ghigno diabolico. In quel momento sentivo che dovevo “amare” anche quell’oscurità; poi la vibrazione a livello del cuore è aumentata e si è trasformata in una croce fiammeggiante, che vedevo della mia coscienza, nella mia mente: era una croce latina. Nel frattempo la sensazione dell’energia che avvertivo al cuore si è trasferita al centro delle sopracciglia e sentivo di avere in quel momento dei movimenti oculari molto rapidi. A questo punto ho iniziato ad avere delle visioni bellissime che non riesco precisamente a descrivere o ricordare, come se fossero dei simboli, forse matematici, ne ero estasiato, anche se non so descriverli e avevo la sensazione che qualche cultura superiore con quei simboli volesse farmi vedere la struttura del tutto. Ho chiesto a questa entità (la mia anima) di farmi vedere cosa c’era al di là di quei codici . A questo punto ho sentito l’energia di cui parlavo uscire dalla sommità del mio capo, ho perso la sensazione di avere un corpo e non mi sentivo più respirare: non vedevo il mio corpo dall’esterno, semplicemente non lo sentivo più. All’inizio ero in uno spazio oscuro ma confortevole, dove di apriva una breccia, dalla quale entrava una luce; questa proveniva da un giardino, che sapevo essere il “giardino dei morti”. Questo giardino era pianeggiante, l’erba aveva un colore verde brillante come se fosse bagnata dalla rugiada e illuminata dalla luce del mattino: Poi ho visto un albero simile ad un melo e una farfalla. I colori erano molto più intensi rispetto a quelli della vita di tutti i giorni, avevo inoltre una carica emotiva molto forte. Tuttavia non volevo entrare nella breccia, perché avevo paura di non ritornare, mentre io volevo tornare dalla persona che amavo. Non so dire per quanto tempo sono rimasto in questo luogo. Avevo comunque perso ogni contatto con la realtà esterna e non avevo coscienza di dove mi trovassi. Poi un’entità, che percepivo come superiore, mi ha fatto comprendere che la persona che amavo non era altri che Lui e che ogni cosa che mi circondava non era altro che Lui. L’entità mi ha fatto quindi vedere delle immagini della mia infanzia: non erano scene particolari, piuttosto scene della vita di tutti i giorni. … Era un misto tra il guardare queste scene dall’esterno e riviverle. Avevo accettato che questa entità fosse il tutto, come se fossi un satellite che ruotava attorno a una specie di buco nero : questa entità inizialmente era una sorta di presenza, poi si è trasformata in un buco nero, attorno al quale ruotavo, e in una stella luminosa. Quando è diventato una stella non avrei mai più voluto allontanarmi da Lui. Definisco l’entità come “Lui” non perché fosse di sesso maschile, ma solo perché ne percepivo un atteggiamento paterno, di guida. Sullo sfondo di questa stella, che era “il tutto”, vedevo un paesaggio fiabesco, con montagne e un castello di pietra bianca. Sentivo una amore profondo nei confronti di questa identità. L’entità mi chiese se volevo sentire la sua solitudine, mi sembrava impossibile che questa entità che aveva tutto il mio amore e che era essa stessa amore potesse sentirsi sola. Io mi sentivo innamorato, ero in piena estasi, ero la più innamorata delle creature. La luce che emanava da questa entità pervadeva il tutto. Era una luce bianca come non ne avevo mai viste nella realtà. Ad un certo punto, per un istante l’entità mi ha fatto “essere Lui”, mi ha dato la sua coscienza, sentivo una moltitudine dentro di Lui e Lui era una moltitudine. Lui era ogni cosa e sapeva ogni cosa: poi mi sono svegliato, ho aperto gli occhi e ho guardato la stanza. … Durante tutta l’esperienza ho provato pace, serenità, calma, gioia intensa.”

Tratto da:”Esperienze di premorte. Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica.”, Enrico Facco, edizioni Altravista, nov. 2010, pg.121

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